Un nuovo studio scientifico ha evidenziato un legame preoccupante tra il consumo di cibi ultraprocessati e la salute delle ossa. Secondo i risultati, una dieta ricca di questi alimenti è associata a una minore densità minerale ossea e a un aumento del rischio di fratture all'anca, anche in persone di età inferiore ai 65 anni.

La ricerca, pubblicata su The British Journal of Nutrition, ha analizzato i dati di oltre 160.000 partecipanti provenienti dal database UK Biobank. I risultati mostrano che, per ogni 3,7 porzioni aggiuntive di cibi ultraprocessati consumate quotidianamente, il rischio di frattura dell'anca aumenta del 10,5%. Come riferimento pratico, 3,7 porzioni corrispondono a un pasto pronto surgelato, una bibita gassata e un biscotto.

Perché i cibi ultraprocessati danneggiano le ossa?

Gli autori dello studio ipotizzano che la mancanza di nutrienti essenziali per la salute ossea, come calcio, vitamina D e proteine, sia alla base di questo fenomeno. Questi alimenti, infatti, sono spesso ricchi di zuccheri aggiunti, grassi saturi e additivi, ma poveri di sostanze benefiche per le ossa.

«Il nostro studio ha seguito un campione per oltre 12 anni e ha rilevato che un alto consumo di cibi ultraprocessati è correlato a una riduzione della densità minerale ossea in diverse aree, inclusi i punti critici del femore superiore e della regione lombare della colonna vertebrale», ha dichiarato Lu Qi, coautore della ricerca e professore presso la Tulane University. «Sebbene studi recenti abbiano già evidenziato un impatto negativo di questi alimenti sulla salute ossea, questa è la prima volta che la relazione viene esaminata direttamente sugli esseri umani».

I rischi per la salute pubblica

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), i cibi ultraprocessati rappresentano circa il 55% delle calorie totali consumate sia dagli adulti che dai bambini negli Stati Uniti. Questo dato sottolinea l'urgenza di affrontare il problema da un punto di vista sanitario.

Grace Derocha, dietista nutrizionista e portavoce nazionale dell'Academy of Nutrition and Dietetics, ha commentato i risultati dello studio: «Un aumento del 10,5% del rischio di frattura dell'anca è un dato significativo, soprattutto considerando le gravi conseguenze a lungo termine sulla mobilità e l'indipendenza, in particolare negli anziani». Tuttavia, Derocha ha sottolineato che si tratta di uno studio osservazionale, che evidenzia una correlazione ma non una causalità diretta. «Nonostante ciò, questo risultato si allinea a un pattern già noto nella scienza della nutrizione: diete ricche di cibi ultraprocessati sono spesso associate a esiti peggiori per la salute. Da un punto di vista di sanità pubblica, è un segnale da non ignorare, anche se non deve destare allarmismo immediato. Piuttosto, è un invito a migliorare la qualità complessiva della dieta».

Dana Hunnes, dietista clinica senior presso UCLA Health, ha aggiunto che la mancanza di fibre e micronutrienti nei cibi ultraprocessati potrebbe contribuire ulteriormente al deterioramento della salute ossea, oltre a favorire condizioni come l'infiammazione cronica e l'obesità, che a loro volta aumentano il rischio di fratture.

Cosa fare per proteggere le ossa?

Gli esperti consigliano di ridurre il consumo di cibi ultraprocessati e di privilegiare alimenti ricchi di nutrienti essenziali per la salute ossea, come:

  • Latticini a basso contenuto di grassi o fortificati (latte, yogurt, formaggi)
  • Verdure a foglia verde (spinaci, cavoli, broccoli)
  • Frutta secca e semi (mandorle, noci, semi di chia)
  • Pesce azzurro (sardine, salmone, sgombro)
  • Legumi (fagioli, lenticchie, ceci)

«L'adozione di una dieta equilibrata, ricca di alimenti naturali e povera di prodotti industriali, è fondamentale per mantenere ossa forti e sane nel lungo periodo», ha concluso Hunnes.