La legge CLARITY Act, che mira a definire una struttura federale per il mercato delle criptovalute, torna alla Commissione Bancaria del Senato il 14 maggio dopo mesi di negoziati arenati. Il voto in commissione, inizialmente considerato scontato per i repubblicani grazie alla loro maggioranza di 13 seggi su 24, si trasformerà in un test cruciale per valutare il sostegno dei democratici.
Un voto che potrebbe cambiare le sorti della legge
Se la legge otterrà il sostegno di diversi membri democratici, avrà una base più solida per affrontare il voto in Senato, dove solitamente sono necessari 60 voti per approvare provvedimenti di rilievo. Al contrario, un voto prevalentemente di parte lascerebbe il CLARITY Act vulnerabile alle stesse resistenze che hanno rallentato le leggi sulle criptovalute nelle scorse sessioni.
I sette democratici chiave da monitorare
Secondo un'analisi di Galaxy Research, sette senatori democratici della Commissione Bancaria saranno determinanti per l'esito della legge. Tra questi:
- Ruben Gallego (Arizona): considerato un sostenitore costruttivo, ha un ruolo centrale come presidente della sottocommissione per le attività digitali. Il suo appoggio potrebbe dare al provvedimento un ancoraggio politico democratico, evitando che rimanga un'iniziativa guidata esclusivamente dai repubblicani.
- Angela Alsobrooks (Maryland): ha negoziato compromessi su questioni chiave come i premi per le stablecoin, una delle principali fonti di disputa che hanno rallentato l'iter della legge.
- Mark Warner, Catherine Cortez Masto, Andy Kim e Raphael Warnock: questi senatori sono classificati come "deal maker" condizionali. Hanno dimostrato disponibilità a sostenere la legislazione sulle criptovalute, ma le loro posizioni dipendono da garanzie su lotta al finanziamento illecito, evasione sanzioni, sicurezza nazionale e tutela dei consumatori.
- Lisa Blunt Rochester (Delaware): il suo voto è incerto. Ha sostenuto passaggi procedurali sulla legislazione delle stablecoin, ma ha votato contro il GENIUS Act, rendendo la sua posizione dipendente dal testo finale del CLARITY Act e dalle misure di sicurezza aggiuntive.
I democratici meno propensi a sostenere la legge
Quattro senatori democratici sono considerati poco inclini a votare a favore del CLARITY Act:
- Elizabeth Warren (Massachusetts)
- Jack Reed (Rhode Island)
- Tina Smith (Minnesota)
- Chris Van Hollen (Maryland)
Questi senatori hanno adottato un approccio più restrittivo nei confronti delle leggi sulle criptovalute e potrebbero spingere per un testo più severo, sostenendo che la versione attuale sia troppo favorevole al settore.
Le prossime mosse per i sostenitori del CLARITY Act
Per garantire il successo della legge, i suoi sostenitori dovranno mantenere l'allineamento di Gallego e Alsobrooks, oltre a convincere almeno alcuni dei senatori condizionali. Il voto del 14 maggio sarà un indicatore chiave per capire se il CLARITY Act potrà superare le resistenze politiche e avanzare verso l'approvazione definitiva.
«Il CLARITY Act rappresenta un passo fondamentale per regolamentare il mercato delle criptovalute a livello federale. Tuttavia, il suo destino dipenderà da come i democratici decideranno di posizionarsi su questioni come la lotta al riciclaggio di denaro e la tutela dei consumatori.»