Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha revocato diverse citazioni emesse solo pochi giorni fa nei confronti di testimoni chiave nell’ambito di un’inchiesta per presunta falsa testimonianza contro l’ex direttore della CIA John Brennan.
Secondo quanto riportato dal New York Times, le citazioni erano state emesse nel fine settimana e prevedevano la testimonianza dei testimoni davanti a un gran giurì a Washington. Tuttavia, la procedura è risultata insolita per molti procuratori esperti, poiché solitamente i testimoni vengono prima interrogati dall’FBI prima di essere convocati davanti a un gran giurì.
Il Dipartimento di Giustizia non ha fornito alcuna spiegazione ufficiale sulla revoca delle citazioni. Fonti interne hanno dichiarato che le autorità hanno optato per interviste volontarie al posto delle citazioni formali.
La decisione arriva dopo la rimozione di Maria Medetis Long, capo della sezione sicurezza nazionale presso la procura federale di Miami, che avrebbe espresso dubbi sull’indagine. Al suo posto è stato nominato Joseph diGenova, noto per la sua vicinanza a Donald Trump e per le sue dichiarazioni pubbliche sulla presunta colpevolezza di Brennan. DiGenova è stato insediato ufficialmente lunedì, ma non è chiaro se abbia partecipato alla decisione di emettere le citazioni.
L’inchiesta, condotta dalla procura federale del Distretto Meridionale della Florida, indaga sulle accuse secondo cui Brennan avrebbe mentito al Congresso riguardo al suo ruolo nella stesura di un rapporto di intelligence sulle interferenze russe a favore di Trump nelle elezioni del 2016. Finora, la procura ha emesso 30 citazioni nell’ambito di un’indagine più ampia che coinvolge presunti nemici politici di Trump. Queste cause dovrebbero essere affidate alla stessa giudice che ha concesso a Trump un provvedimento favorevole: Aileen Cannon.
La revoca improvvisa delle citazioni si inserisce in una serie di errori procedurali senza precedenti commessi dal Dipartimento di Giustizia sotto l’amministrazione Trump, che hanno minato la credibilità di numerose cause civili e penali.