Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato questa settimana due cause legali in base al Secondo Emendamento presso il tribunale federale del Distretto del Colorado. Le azioni legali contestano il divieto dello stato sui caricatori definiti 'ad alta capacità' e l'ordinanza di Denver che vieta le cosiddette 'armi d'assalto'.

Harmeet Dhillon, vicedirettrice della Divisione diritti civili del Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato che entrambe le normative sono incostituzionali perché vietano armi in uso comune per scopi legali, una pratica non giustificata dalla tradizione storica, come stabilito dalla sentenza della Corte Suprema del 2022 nel caso New York State Rifle & Pistol Association v. Bruen.

«La Costituzione non è un suggerimento e il Secondo Emendamento non è un diritto di seconda categoria», ha affermato il procuratore generale ad interim Todd Blanche, commentando la causa contro Denver. «Il divieto imposto dalla città sulle armi semiautomatiche di uso comune viola il diritto di detenere e portare armi. Il Dipartimento di Giustizia difenderà con forza i diritti dei cittadini rispettosi della legge in tutto il paese».

Denver e il divieto sulle 'armi d'assalto': cosa prevede la legge

L'ordinanza di Denver, approvata nel 1989, vieta la vendita, il trasferimento e il possesso all'interno della città di armi classificate come 'd'assalto'. La definizione include qualsiasi pistola semiautomatica o fucile a fuoco centrale con caricatore fisso o removibile da più di 15 colpi. Questo comporta il divieto di molti dei modelli più diffusi negli Stati Uniti, tra cui i fucili AR-15, quando equipaggiati con caricatori standard.

Nella denuncia presentata nel caso United States v. Denver, si sottolinea che il termine 'arma d'assalto' non è una definizione tecnica del settore delle armi, ma piuttosto un termine politico carico di retorica creato da attivisti anti-armi. Le armi vietate includono, infatti, fucili semiautomatici posseduti da milioni di cittadini americani rispettosi della legge.

Come esempio, si cita il caso dei fucili AR-15, definiti come l'arma più popolare negli Stati Uniti. Secondo la Corte Suprema, nel 2023 la giudice Elena Kagan ha riconosciuto che «l'AR-15 è il fucile più diffuso nel paese».

Nel gennaio 2024, la National Shooting Sports Foundation (NSSF), l'associazione di categoria del settore delle armi, ha riportato che gli americani possiedono oltre 32 milioni di modern sporting rifles, termine con cui l'industria indica i fucili solitamente soggetti ai divieti sulle 'armi d'assalto'. Dati recenti suggeriscono che tra 16 e 25 milioni di americani hanno posseduto un AR-15. Queste armi vengono utilizzate principalmente per scopi legali, come la difesa personale, la caccia e il tiro sportivo, e sono raramente impiegate in reati.

Secondo i dati dell'FBI del 2019, su 364 omicidi commessi con armi lunghe, la maggior parte è stata realizzata con pistole (6.368), coltelli (1.476) o armi da contatto (600), mentre solo 397 con oggetti contundenti. Le armi lunghe, inclusi i fucili AR-15, rappresentano una percentuale minima degli strumenti utilizzati nei reati violenti.

I caricatori ad alta capacità nel mirino della legge

Anche i caricatori ad alta capacità, oggetto del divieto in Colorado, sono ampiamente utilizzati per scopi legali. Secondo la denuncia del Dipartimento di Giustizia, non esiste una tradizione storica che giustifichi il loro divieto, poiché armi e accessori simili erano comunemente in uso al momento della stesura del Secondo Emendamento.

Le cause legali rappresentano un nuovo capitolo nella battaglia giudiziaria tra il governo federale e gli stati che hanno approvato normative restrittive sulle armi, alla luce delle recenti sentenze della Corte Suprema che hanno rafforzato i diritti sanciti dal Secondo Emendamento.

Fonte: Reason