Mentre Meta investe centinaia di miliardi di dollari per mantenere il proprio vantaggio nella corsa all'intelligenza artificiale, i dipendenti sono chiamati a partecipare attivamente a questa strategia aziendale.
L'adozione dell'AI è diventata un parametro di valutazione nelle performance individuali, ma la crescente insoddisfazione ha portato a una serie di proteste interne. Secondo un recente report del New York Times, alcuni dipendenti hanno addirittura creato siti web per contare i giorni che mancano a una nuova ondata di licenziamenti, prevista per la prossima settimana.
Ora, la situazione si è ulteriormente complicata con l'introduzione di un software di tracciamento delle attività al computer, utilizzato per raccogliere dati che serviranno ad addestrare i modelli di AI di Meta. Una decisione che ha scatenato una forte reazione tra i dipendenti.
Un report di Reuters rivela che una petizione online sta circolando all'interno dell'azienda, accompagnata da volantini distribuiti negli uffici statunitensi, anche nelle sale riunioni e vicino alle macchinette del caffè. I messaggi sui volantini sono inequivocabili: "Non volete lavorare in una fabbrica di estrazione dati dei dipendenti?"
Il problema principale è che i dipendenti non possono rifiutarsi di essere monitorati se utilizzano un computer aziendale, una scelta che ha sollevato preoccupazioni sulla privacy e interrogativi sul rischio che l'AI possa sostituire i loro ruoli lavorativi.
Meta, tuttavia, difende la sua decisione, sostenendo che questi dati sono fondamentali per lo sviluppo dei suoi modelli di intelligenza artificiale.
«Se stiamo costruendo agenti in grado di aiutare le persone a completare compiti quotidiani tramite computer, i nostri modelli hanno bisogno di esempi reali di come le persone li utilizzano: movimenti del mouse, clic su pulsanti, navigazione nei menu a tendina».Un portavoce dell'azienda ha dichiarato a Fast Company che il software interno catturerà questi input da alcune applicazioni per addestrare i modelli. Meta ha anche assicurato che verranno adottate «misure di sicurezza per proteggere i contenuti sensibili».
La società non ha ancora risposto alle richieste di commento da parte di Fast Company.
La crescente adozione dell'AI nel settore tecnologico sta portando a un aumento dei licenziamenti, una tendenza che si sta diffondendo rapidamente. Solo ieri, LinkedIn ha annunciato tagli al 5% della sua forza lavoro, seguendo le orme di aziende come Coinbase, Cloudflare e PayPal.
Tuttavia, la protesta a Meta rappresenta un fenomeno insolito per i lavoratori del settore tech, solitamente meno inclini a manifestare apertamente il proprio dissenso. I dipendenti non sono solo preoccupati per i licenziamenti, ma anche per le condizioni di lavoro. Secondo il New York Times, centinaia di dipendenti hanno espresso la propria opposizione al piano di monitoraggio delle attività al computer.
La petizione online e i volantini distribuiti negli uffici di Meta fanno anche riferimento al National Labor Relations Act, sottolineando che la legge protegge il diritto dei dipendenti di organizzarsi sul posto di lavoro «per migliorare le condizioni lavorative».
Negli ultimi dieci anni, il settore tech ha visto un aumento dell'attivismo dei dipendenti, ma l'adozione frenetica dell'AI da parte di aziende come Meta sembra stia catalizzando una nuova ondata di proteste, soprattutto riguardo a questioni come il monitoraggio sul posto di lavoro, finora considerate marginali.