Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha chiuso l’indagine penale avviata nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, rimuovendo l’ultimo ostacolo alla conferma di Kevin Warsh come nuovo governatore della banca centrale. La decisione, annunciata venerdì dall’avvocato distrettuale di Washington Jeanine Pirro, apre la strada a una rapida approvazione del Senato, con conseguenze potenziali per le politiche monetarie e per Bitcoin.

Pirro ha dichiarato di aver chiuso il caso, trasferendolo all’ispettore generale della Fed per un’indagine interna. Ha lasciato tuttavia aperta la possibilità di riaprire le procedure penali in caso di nuove prove. L’indagine, originata da presunti sovraccosti di 2,5 miliardi di dollari per la ristrutturazione della sede della Fed a Washington, era già stata smantellata da un giudice federale a marzo. Il magistrato James Boasberg aveva definito le prove «essenzialmente inesistenti» e la motivazione dell’indagine «debole e infondata».

Powell stesso aveva definito la procedura un attacco politico, accusando l’amministrazione di voler interferire con l’autonomia della banca centrale. «Le decisioni sui tassi di interesse si basano sul bene pubblico, non sulle preferenze del presidente», aveva dichiarato a gennaio.

La chiusura dell’indagine ha sbloccato la nomina di Warsh, ex governatore della Fed e docente a Stanford. Il senatore repubblicano Thom Tillis, che aveva minacciato di bloccare la conferma, ha definito l’indagine «falsa». Ora si prevede una votazione rapida in commissione e al Senato prima della scadenza del mandato di Powell, fissata al 15 maggio.

Durante l’audizione al Senato, Warsh ha garantito indipendenza assoluta dalla Casa Bianca sulle decisioni sui tassi. «Il presidente non mi ha mai chiesto di compromettere le decisioni sui tassi di interesse», ha affermato. Nonostante le critiche di senatori come Elizabeth Warren, che lo ha definito un «burattino di Trump», i repubblicani ne hanno elogiato le competenze.

Per Bitcoin, la nomina di Warsh potrebbe segnare un cambio di rotta. La criptovaluta ha oscillato tra 70.000 e 92.000 dollari quest’anno, con i trader che monitorano ogni segnale della Fed. Warsh, noto per posizioni più restrittive sull’inflazione, ha definito la risposta della Fed post-pandemia «il più grande errore di politica economica degli ultimi 40-50 anni». Se dovesse mantenere una linea dura sui tassi, i sostenitori di Bitcoin, che puntano su tagli dei tassi per espandere la liquidità, potrebbero dover attendere più a lungo del previsto.