Il presidente dell’FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha annunciato una rivoluzione tecnica per la Formula 1: dal 2030 torneranno i motori V8 ad alta cilindrata, mettendo fine all’era dei V6 ibridi. L’annuncio, fatto in vista del Gran Premio di Miami, ha già suscitato grande interesse e ora arrivano le prime spiegazioni dettagliate.

In un’intervista esclusiva con The Drive, Ben Sulayem ha illustrato le motivazioni dietro questa scelta, che secondo lui risponde a tre esigenze fondamentali: costi ridotti, peso contenuto e purezza meccanica, sia per i piloti che per i tifosi. Il presidente dell’FIA ha sottolineato come il motore ibrido V6 attuale, in uso dal 2013, sia ormai obsoleto rispetto alle nuove tecnologie e alle sfide attuali del motorsport.

«Abbiamo un motore da 1.6 litri che ha fatto il suo lavoro, ma dopo 14 anni è giunto il momento di cambiare», ha dichiarato Ben Sulayem. «Per la sostenibilità economica, l’efficienza e il suono coinvolgente per i fan, il V8 rappresenta la scelta ideale. Il sistema MGUH, che all’epoca era il futuro, oggi non lo è più. Ora utilizziamo MGUK con batteria, turbo e 1.6 litri, ma si tratta di un motore estremamente complesso e costoso sia in fase di ricerca che di vendita alle squadre clienti. Semplificarlo permetterebbe a molti di accedervi».

Il nuovo V8 sarà comunque un ibrido, ma l’introduzione dei carburanti sostenibili aprirà la strada a motori più grandi, economici e in linea con le aspettative dei fan. «L’elettrificazione non è l’unica soluzione», ha aggiunto Ben Sulayem.

Durante l’intervista, il presidente dell’FIA ha anticipato anche alcune specifiche tecniche preliminari del nuovo motore:

  • Cilindrata: tra 2.6 e 3.0 litri;
  • Potenza: fino a 880 CV con una ripartizione energetica del 10%;
  • Potenza del motore endotermico: circa 650 CV.

Questi dettagli confermano che la transizione verso i V8 non è una decisione improvvisata, ma una scelta ponderata per rispondere alle esigenze di competitività, accessibilità e spettacolo della Formula 1.