Un divario di ottimismo senza precedenti

I giovani americani hanno un’opinione sempre più negativa delle proprie prospettive lavorative rispetto alle generazioni precedenti. Secondo i dati raccolti da Gallup e analizzati da Axios, questo divario di ottimismo tra under 35 e over 55 negli Stati Uniti è il più ampio al mondo, con una differenza di 21 punti percentuali: solo il 43% dei giovani tra 15 e 34 anni ritiene che sia un buon momento per trovare lavoro, contro il 64% degli over 55.

Un fenomeno raro a livello globale

Questo scarto è un’anomalia: in 141 paesi analizzati, solo in cinque si registrano differenze a due cifre tra le generazioni, e in tutti gli altri casi sono i giovani a essere più ottimisti o le opinioni delle fasce d’età più allineate. Negli Stati Uniti, invece, la situazione è invertita, con i giovani che si mostrano decisamente più pessimisti.

I numeri che raccontano la crisi

Il divario di 21 punti tra giovani e anziani negli USA supera quello di altri paesi come Cina (12 punti), Serbia, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Norvegia. La media globale si attesta invece su un divario di 10 punti, ma con un andamento opposto: sono gli over 55 a essere più pessimisti dei giovani.

Negli anni 2000, i giovani americani erano meno ottimisti degli anziani, ma rimanevano comunque più positivi rispetto ai loro coetanei in molti altri paesi. Nel 2025, invece, gli Stati Uniti si posizionano al 87° posto su 141 paesi per ottimismo giovanile.

Le cause della sfiducia: IA e mancanza di opportunità

Benedict Vigers, analista di Gallup, sottolinea che il calo di ottimismo è particolarmente marcato tra i giovani con un’istruzione superiore ma che non hanno ancora un impiego a tempo pieno. Secondo Vigers, l’impatto dell’intelligenza artificiale sui ruoli entry-level è uno dei fattori chiave di questo declino.

Sam Hiner, cofondatore e direttore esecutivo della Young People’s Alliance, aggiunge che anche la maggiore importanza del capitale sociale rispetto alle qualifiche nel mondo del lavoro contribuisce al pessimismo. «Stiamo tagliando le basi della scala lavorativa», afferma Hiner, 23 anni, in un’intervista ad Axios.

Storie di giovani alle prese con la realtà

Amelia Sexton, 19 anni e studentessa al secondo anno dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, racconta di aver inviato 30 candidature per lavori estivi senza ricevere risposta da 25 di esse. «Parlando con i miei coetanei, mi rendo conto che tutti competiamo per le stesse opportunità», spiega. Molti giovani come lei percepiscono che l’IA sta già trasformando il mercato del lavoro prima ancora che entrino a farne parte.

«Vedo persone cambiare in tempo reale ciò che vogliono fare, o addirittura ciò che devono fare per trovare lavoro a causa dell’IA», aggiunge Sexton.

Un problema che non è nuovo, ma che ora è più acuto

In passato, i giovani americani erano già stati pessimisti sul mercato del lavoro, ma oggi la loro sfiducia è senza precedenti. Al contempo, gli over 55 mantengono un ottimismo più solido, rendendo questo divario il più ampio mai registrato.

Metodologia

I dati si basano su un campione rappresentativo a livello nazionale, raccolto con metodologie probabilistiche.

Fonte: Axios