Un nuovo studio sottolinea come il grasso addominale in eccesso rappresenti un rischio maggiore per l'insufficienza cardiaca rispetto al peso corporeo totale o all'indice di massa corporea (BMI). La ricerca, presentata al congresso EPI/Lifestyle Scientific Sessions 2026 dell'American Heart Association (AHA), evidenzia il ruolo centrale dell'infiammazione sistemica in questo processo.

Secondo i ricercatori, il grasso viscerale contribuisce allo sviluppo di infiammazioni che danneggiano i vasi sanguigni e il tessuto cardiaco, aumentando significativamente il pericolo di scompenso cardiaco. Lo studio stima che tra un quarto e un terzo di questo rischio sia direttamente attribuibile all'infiammazione.

Gli autori della ricerca, guidati dal dottor Szu-Han Chen, studente di medicina presso la National Yang Ming Chiao Tung University di Taiwan, suggeriscono che monitorare la circonferenza della vita e i livelli di infiammazione potrebbe aiutare a identificare precocemente i pazienti a rischio. «Questo studio ci aiuta a comprendere perché alcune persone sviluppano insufficienza cardiaca nonostante un peso apparentemente nella norma», ha dichiarato Chen in una nota. «Attraverso un approccio preventivo basato su questi parametri, è possibile ridurre il rischio prima che compaiano i sintomi».

Grasso addominale vs. BMI: perché la distribuzione conta

La scoperta si allinea a una dichiarazione scientifica pubblicata dall'AHA nel maggio 2025, che sottolinea come l'infiammazione cronica possa compromettere il sistema immunitario, danneggiare i vasi sanguigni e favorire la formazione di tessuto cicatriziale nel cuore. L'associazione ha inoltre lanciato una sfida dati sull'infiammazione sistemica per promuovere la ricerca su come questo fenomeno contribuisca alle malattie cardiovascolari.

Esperti esterni allo studio hanno accolto con favore i risultati. Il dottor Kevin Shah, cardiologo e direttore del programma di prevenzione dello scompenso cardiaco presso il MemorialCare Heart Vascular Institute in California, ha commentato: «Questa ricerca rafforza un concetto fondamentale in cardiologia: la distribuzione del grasso nel corpo conta più del peso totale. Un messaggio pratico è che medici e pazienti dovrebbero prestare maggiore attenzione alla circonferenza della vita e all'obesità centrale, poiché questi parametri possono rivelare rischi cardiovascolari anche in persone con BMI nella norma».

Anche il dottor Mir Ali, chirurgo bariatrico e direttore del Centro di perdita di peso chirurgico MemorialCare a Orange Coast, ha condiviso questo punto di vista: «Questo studio conferma ricerche precedenti secondo cui l'obesità centrale rappresenta un rischio maggiore per le malattie cardiovascolari rispetto all'obesità periferica».

Implicazioni per la prevenzione e il trattamento

Sebbene lo studio non sia ancora stato pubblicato su una rivista peer-reviewed, i suoi risultati aprono la strada a nuove strategie di prevenzione. Gli autori auspicano che i medici integrino la misurazione della circonferenza addominale e dei marcatori infiammatori nelle valutazioni di routine, soprattutto per i pazienti con peso apparentemente normale ma con accumulo di grasso viscerale.

«Ridurre l'infiammazione potrebbe rappresentare una strategia efficace per abbassare il rischio di insufficienza cardiaca in persone con eccesso di grasso addominale», hanno concluso i ricercatori. «Questo approccio potrebbe rivoluzionare l'approccio clinico, spostando l'attenzione dalla semplice valutazione del peso alla comprensione della composizione corporea e dello stato infiammatorio».