Un'autovalutazione avviata dopo accuse di occultamento

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) sta conducendo un'indagine interna sulla gestione dei file di Jeffrey Epstein, secondo quanto riportato dall'Associated Press. L'inchiesta, promossa dall'Ufficio dell'Ispettore Generale, esamina come il dipartimento abbia raccolto, revisionato e oscurato i documenti prima della loro pubblicazione.

Il ritardo e le bugie sull'Epstein Files Transparency Act

La pubblicazione dei file, resa possibile dall'Epstein Files Transparency Act, è stata caratterizzata da ritardi e imprecisioni. Il DOJ ha superato di oltre 30 giorni il termine imposto dal Congresso a novembre, giustificandosi con la scoperta di nuovi documenti. Tuttavia, l'ex procuratore generale Pam Bondi aveva già dichiarato a Fox News nel febbraio 2025 di avere in mano la lista dei clienti di Epstein, una dichiarazione smentita mesi dopo dal DOJ stesso.

Errori e omissioni nella pubblicazione dei file

Nel gennaio 2024, il DOJ ha reso pubblici circa tre milioni di file, ma con gravi errori: nomi e foto nude di vittime sono stati lasciati visibili, mentre informazioni potenzialmente utili per le indagini sono state oscurate. Il dipartimento ha ritirato migliaia di documenti, attribuendo l'errore a «causa tecnica o umana».

Nonostante la disponibilità di milioni di file, nessuna arrestata è stata effettuata negli Stati Uniti per il coinvolgimento nel traffico sessuale di Epstein. Inoltre, 2,5 milioni di documenti rimangono ancora segreti, lasciando nell'ombra molti dettagli sul suo network.

Dubbi sulla trasparenza e sull'indipendenza dell'indagine

L'autovalutazione interna solleva preoccupazioni sulla capacità del DOJ di garantire trasparenza. Trump, durante il suo secondo mandato, ha licenziato o declassato oltre 20 ispettori generali, riducendo la supervisione indipendente sulle attività governative. Questo contesto alimenta il sospetto che l'indagine possa essere un'operazione di facciata, senza reali conseguenze.

«Quando un individuo pubblica foto nude di una persona senza consenso, finisce in prigione. Quando lo fa il DOJ di Trump, nessuno viene nemmeno licenziato.»