Un’immagine inquietante svela lo scudo termico di Artemis 2

Potrebbe sembrare il relitto sommerso di una chiesa o i resti di una macchina perforatrice, ma in realtà si tratta dello scudo termico carbonizzato della capsula Orion della missione Artemis 2 della NASA. Le foto, scattate dai sommozzatori della Marina statunitense e condivise dall’agenzia spaziale lunedì, mostrano il dispositivo dopo il suo ammaraggio nell’Oceano Pacifico lo scorso 10 aprile.

Un primo sguardo a un aspetto cruciale delle missioni Artemis

Sebbene l’analisi post-volo sia ancora in corso, queste immagini rappresentano un primo indizio su uno degli elementi più discussi del ritorno dell’uomo sulla Luna. Lo scudo termico, composto da piastrelle protettive, è fondamentale per salvaguardare gli astronauti durante il rientro nell’atmosfera terrestre, dove la capsula raggiunge velocità superiori ai 37.000 km/h e temperature di migliaia di gradi Celsius.

I danni dello scudo termico di Artemis 1

Durante la missione Artemis 1 del 2022, senza equipaggio, lo scudo termico subì gravi danni: crepe e frammenti di materiale carbonizzato si staccarono. Questo portò alcuni esperti a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza dell’equipaggio di Artemis 2, nonostante la NASA avesse modificato la traiettoria di rientro per ridurre il surriscaldamento. Tuttavia, le prime ispezioni suggeriscono che lo scudo abbia funzionato correttamente.

I risultati positivi delle modifiche apportate

Secondo la NASA, il sistema di protezione termica ha garantito la sicurezza dell’equipaggio durante il rientro, che ha visto la capsula viaggiare a quasi 35 volte la velocità del suono. «Le ispezioni iniziali non hanno rilevato condizioni anomale», ha dichiarato l’agenzia. Le immagini dei sommozzatori e le ulteriori verifiche a bordo della nave di recupero hanno confermato che la perdita di materiale carbonizzato è stata significativamente ridotta, sia in quantità che in dimensione, rispetto a quanto osservato su Artemis 1.

Anche il nastro riflettente, utilizzato per controllare le temperature del veicolo nello spazio, è sopravvissuto al rientro in «numerose posizioni».

Le prossime fasi: analisi approfondite

La capsula Orion sarà trasportata al Kennedy Space Center entro la fine del mese per ulteriori esami dello scudo termico. Successivamente, verrà trasferita al Marshall Space Flight Center per test più approfonditi, tra cui l’estrazione di campioni e scansioni radiografiche interne.

Oltre allo scudo termico, la NASA esaminerà anche il sistema di toilette della capsula, che aveva rappresentato un punto critico durante la missione.

Un passo avanti per le future missioni lunari

I risultati positivi ottenuti con Artemis 2 rappresentano un segnale incoraggiante per le prossime missioni del programma Artemis, inclusa Artemis 4, prevista per il 2028, che sarà la prima a portare astronauti sulla superficie lunare. La NASA ha confermato che le modifiche apportate allo scudo termico e alla traiettoria di rientro hanno dato i risultati sperati, aprendo la strada a una nuova era di esplorazione spaziale.

Fonte: Futurism