Sono passati quasi 25 anni dall’uscita di Legally Blonde 2: Red, White and Blonde, ma John Oliver non ha ancora perdonato il sequel. Il conduttore di Last Week Tonight su HBO ha espresso la sua delusione durante l’episodio della scorsa domenica, dedicato al cosiddetto "shadow docket" della Corte Suprema statunitense.

Per spiegare il funzionamento dei processi ordinari, Oliver ha mostrato un video educativo che iniziava con la frase: "Quando pensi a un caso della Corte Suprema, ti riferisci a un caso nel registro delle decisioni definitive". Il conduttore, però, ha subito corretto l’affermazione.

«Scusate, non sapete cosa penso io quando penso alla Corte Suprema. In realtà, sto pensando a come il sequel di Legally Blonde, Legally Blonde 2: Red, White and Blonde, abbia sprecato l’occasione di far discutere Elle Woods di fronte alla Corte. Dai, ragazzi!»

Oliver ha sottolineato come il punto forte del primo film fosse proprio il processo per omicidio, mentre il sequel non ne include alcuno. «Avete ambientato la storia a Washington, ma non avete dato a Elle la possibilità di mostrare le sue capacità di fronte alla massima istituzione giudiziaria del paese? È pura follia!»

Nel sequel, infatti, il personaggio interpretato da Reese Witherspoon si limita a far approvare una legge alla Camera dei Rappresentanti per vietare i test sugli animali nel settore cosmetico. Non c’è traccia di un processo in cui Elle possa utilizzare il suo acume da "Cosmo girl" per smascherare un bugiardo, come nel primo film.

«Insomma, è questo che penso quando penso a un caso della Corte Suprema. E, tra l’altro, sto già preparando una causa contro i produttori di Legally Blonde 2 per non aver dato a Reese Witherspoon la possibilità di brillare!»

Chi volesse approfondire il tema dello "shadow docket" può rivedere l’intera puntata di John Oliver su HBO.

Fonte: The Wrap