Un giudice federale ha respinto la causa per diffamazione intentata dal direttore dell'FBI Kash Patel contro Frank Figliuzzi, ex funzionario dell'agenzia. Patel aveva accusato Figliuzzi di averlo diffamato durante interviste televisive, sostenendo che fosse stato visto più spesso in locali notturni che al settimo piano della sede FBI di Washington.

Secondo Patel, l'affermazione non corrispondeva alla realtà. Tuttavia, il giudice U.S. District Court George Hanks Jr. ha stabilito che le dichiarazioni di Figliuzzi erano iperboli retoriche e, in quanto tali, rientrano nella libertà di espressione protetta.

«Il tribunale ritiene che la dichiarazione di Figliuzzi sia un'esagerazione retorica che non può costituire diffamazione», ha scritto il giudice nella sentenza di martedì. «Di conseguenza, il direttore Patel non ha fornito prove sufficienti a sostegno della sua accusa, e la causa deve essere archiviata».

Figliuzzi aveva inoltre sottolineato che la causa era stata intentata per zittire le critiche nei confronti di Patel, una strategia nota come SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation).

Le affermazioni sarcastiche di Figliuzzi, però, non erano del tutto infondate. Patel è stato più volte al centro di polemiche per i suoi comportamenti discutibili, tra cui l'uso improprio di aerei governativi per viaggi personali. Negli ultimi mesi, ha effettuato voli con jet FBI per recarsi a Las Vegas, Nashville e persino a Penn State per visitare la fidanzata, la cantante country Alexis Wilkins, durante un evento di wrestling.

Un altro episodio controverso ha coinvolto la sua partecipazione alle Olimpiadi invernali 2026 a Milano, dove è stato ripreso mentre beveva birra e festeggiava con la squadra statunitense di hockey su ghiaccio. Patel ha giustificato la sua presenza affermando di essere in compagnia di «amici».

Nonostante le critiche, Patel ha recentemente intentato una nuova causa, questa volta contro la rivista The Atlantic, chiedendo un risarcimento di 250 milioni di dollari. La testata aveva pubblicato un report dettagliato basato su fonti interne, secondo cui il consumo di alcol di Patel andrebbe ben oltre un «occasionale bicchiere di birra» e potrebbe contribuire al suo comportamento imprevedibile e paranoico.

«Funzionari dell'FBI e membri dell'amministrazione hanno espresso preoccupazione in privato sul ruolo dell'alcol in episodi in cui Patel ha diffuso informazioni inaccurate su indagini attive, incluso il caso dell'omicidio di Charlie Kirk», si legge nell'articolo.

Anche l'ex presidente Donald Trump, noto per la sua astinenza dall'alcol, avrebbe manifestato il proprio disappunto dopo l'episodio delle Olimpiadi. Secondo fonti citate da The Atlantic, Trump avrebbe chiamato Patel per esprimere la propria insoddisfazione.

La vicenda potrebbe portare a un epilogo ancora più drastico: «Stiamo solo aspettando l'annuncio del suo licenziamento», ha dichiarato un funzionario dell'FBI a Sarah Fitzpatrick di The Atlantic.