Kory Sherer è un artista di Toledo, città nota come Glass City. Il suo materiale preferito? Il vetro. Nello specifico, utilizza tubi di vetro curvati, riempiti di gas neon o argon e attraversati da migliaia di volt. Di giorno, realizza e restora insegne al neon vintage; nei momenti liberi, dà forma a sculture automobilistiche che, una volta illuminate, diventano vere e proprie opere d’arte luminosa.
Anche spente, queste creazioni sono impressionanti, ma quando la corrente elettrica inizia a fluire, brillano letteralmente di una luce accecante. Sherer ha mostrato un talento precoce per l’arte: già a otto anni amava dipingere insegne nel suo cortile di casa. Tuttavia, la sua vera vocazione è emersa solo verso la fine dell’adolescenza, quando il patrigno gli suggerì di trascorrere del tempo con un amico di famiglia, Sam Paris, un esperto di insegne al neon a Detroit.
Oggi cinquantatreenne, Sherer ha raccontato a Shifting Gears Substack: «Ho imparato a piegare il neon a Detroit, in un magazzino vicino a I-75 e McNichols, un quartiere difficile, negli anni ’90. Non pensavo che avrei fatto il neon per tutta la vita». A diciannove anni, il patrigno gli disse: «Se impari a lavorare con il neon, avrai sempre soldi per una fetta di pizza». Sherer prese due confezioni da dodici birre Budweiser, una videocamera e si recò da Sam. «Non credo di essere andato via per quattro anni. Dormivo sul suo tavolo da biliardo, in quel grande magazzino. Siamo diventati amici e non ho mai più visto quel video».
«Lavoravo tutto il giorno per lui e la sera mi lasciava accendere i fuochi. A Toledo, i tubisti non ti davano informazioni perché ti avrebbero considerato una minaccia. Essendo a un’ora di distanza, in Michigan, sono riuscito a diventare amico di Sam. È diventato il mio mentore».
Dopo l’apprendistato con Paris, Sherer ha aperto la sua attività a Toledo, Bent Custom Neon. Qualche anno fa, poco prima del Ringraziamento, ha pubblicato un video su Facebook in cui mostrava come soffiare una bolla di vetro. Entro Natale, il filmato aveva superato il milione di visualizzazioni. Da allora, la sua presenza sui social è cresciuta: oggi conta centinaia di migliaia di follower su Facebook, Instagram e YouTube.
Sherer si è fatto notare anche al Detroit Autorama, dove le sue creazioni – una Jeep al neon e una Mustang Shelby del 1967 – hanno rubato la scena ad alcune delle auto custom più costose in competizione per il prestigioso Ridler Award. Kenny Douglass, presidente della Michigan Hot Rod Association per il Detroit Autorama, ha ammesso di essere rimasto «ipnotizzato» dai video delle auto su Facebook. «È stato come un ‘oh mio Dio!’. Ho visto il video quattro o cinque volte di seguito. Semplicemente straordinario».