Negli Stati Uniti, la censura dei libri nelle scuole sta assumendo una nuova e allarmante direzione: sempre più spesso sono i testi di saggistica a finire nel mirino. Secondo un recente rapporto di PEN America, un'organizzazione che tutela la libertà di espressione, il numero di libri non di narrativa rimossi dagli scaffali delle biblioteche scolastiche è più che raddoppiato nell'ultimo anno.
L'analisi condotta su 3.743 titoli vietati durante l'anno scolastico 2024-2025 ha rivelato che il 29% di essi, pari a 1.100 libri, era di saggistica. Una percentuale in netto aumento rispetto al 14% dell'anno precedente. Sebbene i romanzi continuino a rappresentare la maggior parte dei divieti, la crescita esponenziale dei testi informativi e didattici desta particolare preoccupazione, segnalando una nuova frontiera nella censura accademica.
Il rapporto evidenzia come la percentuale di libri educativi e informativi vietati sia passata dal 5% al 13% rispetto all'anno scolastico precedente. Kasey Meehan, direttrice del programma di PEN America, ha commentato:
«Questa tendenza mostra un crescente rifiuto dell'intellettualismo, che mina la conoscenza pubblica sminuendo l'istruzione e l'expertise. È un altro esempio di come la censura agisca in modo capillare, rimuovendo libri di ogni genere nel tentativo di seminare paura e diffidenza nel sistema educativo pubblico».
I libri non vengono vietati in modo isolato. Le procedure di rimozione possono partire da segnalazioni di genitori o comunità, decisioni amministrative o politiche governative. Quando un singolo titolo viene censurato, spesso centinaia di copie vengono ritirate in tutto il distretto scolastico, dalle biblioteche alle aule.
Quali sono i temi più colpiti?
Dall'analisi dei 3.743 titoli unici vietati nell'ultimo anno scolastico, emergono alcuni trend preoccupanti:
- Violenza: presente nel 57% dei libri vietati;
- Morte e lutto: affrontato nel 48% dei casi;
- Empowerment e autostima: tematica nel 39% dei titoli;
- Argomenti LGBTQ+: presenti nel 36% dei libri censurati.
Per quanto riguarda i generi letterari, il 38% dei libri vietati appartiene alla categoria realistico/contemporaneo, seguito dal 25% di distopico, fantascienza e fantasy. I libri di storia e biografie rappresentano il 14% del totale, mentre i testi educativi e informativi, prevalentemente saggistica, arrivano al 13%. Questi ultimi coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui arte, linguaggio, politica, geografia, identità, pubertà, salute mentale e auto-aiuto.
La censura non riguarda solo il sesso
Spesso, le obiezioni alla censura dei libri nelle scuole si concentrano sulla presenza di contenuti sessuali. Tuttavia, il rapporto di PEN America rivela che solo il 10% dei titoli vietati nell'ultimo anno scolastico conteneva descrizioni esplicite di sesso consensuale. Nonostante questo, il dibattito pubblico continua a essere dominato da questa preoccupazione.
Un altro dato significativo riguarda la rappresentazione delle persone di colore: il 44% dei libri vietati nell'ultimo anno presentava personaggi o autori appartenenti a minoranze etniche, la percentuale più alta mai registrata. Nel precedente anno scolastico, questa quota era del 36%.
Questi numeri suggeriscono che la censura non si limita a temi specifici, ma si estende a qualsiasi contenuto che possa mettere in discussione norme consolidate o promuovere una visione più inclusiva della società.