Un nuovo strumento AI divide i giornalisti di McClatchy

Durante una riunione di un’ora tenutasi lo scorso mese, Eric Nelson, vicepresidente delle notizie locali di McClatchy, ha presentato ai dipendenti quello che ha definito "un potente strumento aggiuntivo per la nostra cassetta degli attrezzi". Si tratta del "content scaling agent", un sistema di intelligenza artificiale basato su Anthropic’s Claude, in grado di generare riassunti, versioni personalizzate di articoli e script per video.

Nelson ha esortato i giornalisti ad abbracciare la nuova tecnologia, affermando che chi l’avrebbe utilizzata sarebbe stato avvantaggiato, mentre chi si fosse opposto sarebbe rimasto indietro. "Abbiamo bisogno di più storie e più contenuti", ha dichiarato, secondo quanto riportato da più fonti presenti alla riunione.

Le proteste dei sindacati e le accuse di violazione contrattuale

La presentazione dello strumento ha scatenato una forte reazione tra i giornalisti di McClatchy, una delle più antiche catene di giornali statunitensi, che opera in quasi 30 mercati. Almeno tre sindacati che rappresentano le redazioni del Miami Herald, del Sacramento Bee e del Kansas City Star hanno presentato reclami formali contro la società, accusandola di aver violato le clausole contrattuali che prevedono un preavviso per "cambiamenti tecnologici significativi".

Le richieste di chiarimenti da parte dei sindacati hanno evidenziato "informazioni limitate e messaggi contrastanti" sulla nuova tecnologia. La reazione dei dipendenti riflette una divisione sempre più marcata nelle redazioni statunitensi sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa: mentre alcuni media, come il Plain Dealer di Cleveland, utilizzano questi strumenti per permettere ai giornalisti di concentrarsi sul reporting, altri, come ProPublica e il New York Times, hanno negoziato garanzie per limitare l’uso dell’AI.

Come funziona il "content scaling agent" di McClatchy

Lo strumento, secondo le informazioni ottenute da TheWrap, consente agli editor di generare:

  • Riassunti di articoli in formato breve e lungo;
  • Versioni personalizzate per diversi target di pubblico;
  • Script per video da realizzare a partire dagli articoli pubblicati.

La pagina di accesso allo strumento, ottenuta da TheWrap, lo descrive come un sistema in grado di "assistere nella ricerca, editing, personalizzazione e amplificazione dei contenuti". Secondo la descrizione ufficiale, il CSA è "un partner di scrittura che si occupa del lavoro meccanico di adattamento dei contenuti, permettendo ai giornalisti di concentrarsi su ciò che conta: giudizio, voce e narrazione".

Un passaggio dello strumento recita: "Tu scrivi la bozza di ricerca, il CSA ti aiuta a formattarla per diversi pubblici e piattaforme".

«Questo strumento non sostituisce il giornalismo, ma lo amplia», ha dichiarato un portavoce di McClatchy, che tuttavia non ha risposto alle domande dettagliate di TheWrap su strategia, linee guida interne e dichiarazioni dei dirigenti durante la riunione di marzo.

Le preoccupazioni dei giornalisti e il futuro dell’editoria locale

Molti giornalisti di McClatchy temono che l’uso dell’AI possa compromettere la qualità dei contenuti e la loro reputazione professionale. Alcuni, infatti, sono stati invitati ad apporre la propria firma anche su articoli generati o modificati dall’AI, una pratica che solleva dubbi sulla trasparenza e sull’etica editoriale.

Il dibattito sull’intelligenza artificiale nel giornalismo è in costante evoluzione. Mentre alcune testate sperimentano soluzioni per ottimizzare i processi, altre cercano di porre limiti per preservare l’integrità del lavoro giornalistico. McClatchy si trova ora al centro di questa discussione, con sindacati e dipendenti che chiedono maggiore chiarezza e rispetto delle norme contrattuali.

Fonte: The Wrap