Un recente studio suggerisce che la metformina, un farmaco comunemente usato per trattare il diabete di tipo 2, potrebbe offrire alcuni dei benefici metabolici associati all’esercizio fisico nei pazienti con tumore alla prostata. La ricerca, pubblicata sulla rivista EMBO Molecular Medicine, ha evidenziato come il farmaco stimoli la produzione di una molecola prodotta durante l’attività fisica, nota come N-lactoyl-phenylalanine (Lac-Phe), coinvolta nella regolazione dell’appetito e del peso corporeo.

Questa scoperta potrebbe rappresentare un’opportunità per pazienti con tumore alla prostata che faticano a mantenere uno stile di vita attivo a causa degli effetti collaterali delle terapie, come l’aumento di peso e le disfunzioni metaboliche. Tuttavia, gli esperti sottolineano che la metformina non può sostituire l’esercizio fisico, ma potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo nella gestione della salute metabolica.

Come la metformina imita l’effetto dell’esercizio

Durante l’attività fisica, il corpo umano rilascia diverse molecole che contribuiscono a migliorare la salute metabolica. Una di queste è la Lac-Phe, identificata inizialmente in atleti e persone sane, e poi riscontrata in pazienti diabetici trattati con metformina. Lo studio ha dimostrato che i livelli di Lac-Phe nei pazienti con tumore alla prostata in terapia con metformina erano paragonabili a quelli osservati negli ultramaratoneti dopo uno sforzo intenso.

«Il metabolismo alterato è una delle caratteristiche del cancro. Ci siamo chiesti cosa accadrebbe nei pazienti oncologici trattati con metformina», ha dichiarato il dottor Marijo Bilusic, primo autore dello studio e oncologo specializzato in tumori genitourinari presso il Sylvester Comprehensive Cancer Center. «Siamo rimasti sorpresi nel constatare che i livelli di Lac-Phe nei nostri pazienti con tumore alla prostata erano identici a quelli degli ultramaratoneti. Una scoperta senza precedenti», ha aggiunto.

I risultati dello studio

I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue di uomini con tumore alla prostata arruolati nello studio clinico BIMET-1, oltre a un gruppo aggiuntivo di pazienti trattati in un centro oncologico. Dei 29 partecipanti inizialmente arruolati, 12 (con sovrappeso o obesità ma senza diabete) sono stati studiati in dettaglio. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto cure standard, mentre l’altro ha assunto metformina alla dose di 1.000 mg due volte al giorno, seguita da una terapia combinata con il farmaco anti-androgenico bicalutamide.

Per validare i risultati, i ricercatori hanno esaminato altri 25 pazienti con tumore alla prostata in diversi stadi della malattia, inclusi casi avanzati. Di questi, sette assumevano metformina. In tutti i gruppi, sono stati misurati i livelli di Lac-Phe, confermando che la metformina stimola la produzione di questa molecola in modo simile all’esercizio fisico intenso.

Benefici metabolici, ma non solo

Sebbene lo studio non abbia riscontrato un miglioramento diretto della risposta al trattamento (come la riduzione dei livelli di PSA o la diminuzione della crescita tumorale), la metformina è risultata associata a un migliore controllo del peso corporeo, anche in pazienti sottoposti a terapie anti-androgeniche, che spesso causano aumento di peso. Questo aspetto è particolarmente rilevante, poiché il sovrappeso e l’obesità sono fattori di rischio noti per il peggioramento delle condizioni di salute nei pazienti oncologici.

Le opinioni degli esperti

Il dottor S. Adam Ramin, urologo oncologo e direttore medico degli Urology Cancer Specialists di Los Angeles, ha definito lo studio «un’interessante ricerca preliminare», ma ha sottolineato la necessità di ulteriori indagini su campioni più ampi per confermare i risultati. «Questi dati sono promettenti, ma servono studi più approfonditi per comprendere appieno il potenziale della metformina in questo contesto», ha commentato.

Nonostante le promesse, gli esperti concordano sul fatto che la metformina non possa sostituire l’esercizio fisico, che rimane fondamentale per la salute generale e la prevenzione delle recidive tumorali. Tuttavia, in pazienti con limitazioni fisiche, il farmaco potrebbe rappresentare un’alternativa o un supporto aggiuntivo per mantenere un buon equilibrio metabolico.