Dalle barriere del 2020 ai rischi del 2024: cosa cambia
Quando Donald Trump provò a ribaltare il risultato delle elezioni del 2020, le istituzioni democratiche statunitensi resistettero — ma di poco. Un’indagine di ProPublica rivela che oggi quei meccanismi di controllo sono stati smantellati. Se Trump si trovasse di fronte alle stesse prove oggi, le barriere che bloccarono il suo tentativo potrebbero non reggere più.
Il vuoto lasciato dagli esperti di integrità elettorale
Almeno 75 funzionari di carriera, che in passato avevano ruoli chiave nelle agenzie federali preposte alla sicurezza delle elezioni, sono stati sostituiti. Al loro posto, Trump ha nominato circa due dozzine di persone, molte delle quali hanno lavorato attivamente per contestare il voto del 2020 o sono strettamente legate a chi lo ha fatto. In alcuni casi, i nuovi incarichi sono stati affidati a membri di gruppi attivisti che negano la legittimità delle elezioni.
Secondo Derek Tisler, avvocato e responsabile del programma elezioni e governo al Brennan Center for Justice, la diffusione di false informazioni «con il sigillo del governo federale» rappresenta un pericolo concreto per la fiducia degli elettori. «Preoccupa davvero il danno che potrebbe arrecare alla percezione pubblica», ha dichiarato.
Le nomine chiave e il loro impatto
Tra le agenzie più colpite ci sono il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) e il Dipartimento di Giustizia. Qui, funzionari che in passato avevano contrastato le pressioni di Trump per invalidare il voto del 2020 sono stati sostituiti da figure allineate alle sue posizioni. Alcuni di questi nuovi incaricati hanno persino partecipato a iniziative legate al movimento negazionista.
Le tappe di un piano per controllare le elezioni
1. Il 2020: le istituzioni resistettero a Trump
Dopo la sconfitta elettorale, Trump chiese a funzionari federali di trovare prove a sostegno della sua vittoria. Gli esperti di cybersicurezza del DHS informarono l’allora procuratore generale William Barr che le accuse di frode erano infondate. Barr, uno dei tanti funzionari fedeli a Trump che si opposero alle sue richieste, confermò che le elezioni non erano state violate. Nonostante le pressioni crescenti, anche nei giorni precedenti al 6 gennaio 2021, i risultati rimasero invariati.
2. Il secondo mandato: smantellamento dei controlli
Meno di 18 mesi dopo l’inizio del suo secondo mandato, Trump ha avviato un profondo rinnovamento nelle agenzie responsabili della sicurezza elettorale. Secondo ProPublica, oltre 75 funzionari di carriera sono stati licenziati, trasferiti o costretti alle dimissioni. Al loro posto sono stati nominati circa 24 persone, di cui dieci avevano lavorato attivamente per ribaltare il risultato del 2020 e le restanti erano loro alleate. In alcuni casi, sono stati reclutati esponenti di gruppi che negano la legittimità delle elezioni.
3. Il DHS e il Dipartimento di Giustizia: i primi obiettivi
Uno dei primi passi di Trump è stato quello di indebolire l’agenzia che aveva contribuito a proteggere l’integrità del voto nel 2020. Le nomine successive hanno portato a posizioni chiave figure che, secondo gli esperti, potrebbero influenzare la narrazione sulle elezioni di medio termine. «È difficile smentire affermazioni false quando vengono diffuse con l’autorità del governo federale», ha sottolineato Tisler.
Le conseguenze per le elezioni di medio termine
Con l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine del 2024, gli esperti temono che la presenza di funzionari negazionisti in posizioni strategiche possa minare la fiducia nel processo elettorale. Secondo gli analisti, la sostituzione di figure indipendenti con alleati politici rischia di trasformare le agenzie di controllo in strumenti di propaganda, piuttosto che in garanti della democrazia.
«Le istituzioni che hanno resistito nel 2020 oggi sono indebolite. Se Trump dovesse ripetere i suoi attacchi, non è detto che troverà la stessa resistenza». — Esperto di sicurezza elettorale, anonimo per motivi di sicurezza
Cosa cambia per gli elettori
Per i cittadini americani, il rischio non è solo quello di una manipolazione dei risultati, ma anche di una perdita di fiducia nel sistema elettorale. Secondo gli osservatori, la diffusione di teorie del complotto da parte di funzionari federali potrebbe alimentare sfiducia e divisioni, rendendo più difficile l’accettazione dei risultati, indipendentemente dall’esito.
Gli esperti invitano a monitorare attentamente le nomine e le dichiarazioni ufficiali nei prossimi mesi, sottolineando che la trasparenza e l’indipendenza delle agenzie elettorali rimangono fondamentali per la salute della democrazia americana.