La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso un ordine provvisorio che blocca, almeno per ora, un tentativo di limitare l’accesso al mifepristone, il farmaco abortivo più utilizzato negli Stati Uniti. La decisione, arrivata giovedì sera, sospende un provvedimento del tribunale inferiore che avrebbe potuto rendere il farmaco meno accessibile, in particolare vietandone la distribuzione per posta.
L’ordine della Corte, emesso nel caso Danco Laboratories v. Louisiana, non è definitivo ma resterà in vigore fino a quando il caso non sarà completamente discusso e valutato. Di fatto, ciò significa che il mifepristone rimarrà disponibile almeno fino a giugno 2027, salvo interventi da parte del Congresso o della FDA che ne limitino l’uso.
Come spesso accade quando la Corte Suprema si pronuncia su questioni urgenti tramite il cosiddetto shadow docket (meccanismo che consente decisioni rapide su casi di emergenza), non sono stati resi noti i voti dei singoli giudici. Tuttavia, i giudici Clarence Thomas e Samuel Alito hanno pubblicato opinioni dissenzienti, indicando che almeno cinque magistrati hanno votato per bloccare la decisione del tribunale inferiore.
Questo è il secondo tentativo da parte della Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Quinto Circuito, considerata tra le più conservatrici del paese, di limitare l’accesso al mifepristone. In un caso simile, FDA v. Alliance for Hippocratic Medicine (2024), la Corte Suprema aveva già stabilito che i tribunali federali non avevano giurisdizione per pronunciarsi sulla questione. Anche in questo caso, i problemi di competenza giurisdizionale sono stati al centro del dibattito, rendendo la decisione della Corte Suprema meno sorprendente.
Nonostante la storica sentenza Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization che ha ribaltato Roe v. Wade, la Corte Suprema ha dimostrato, almeno temporaneamente, una certa prudenza nel limitare l’accesso al farmaco. Tuttavia, la decisione non è priva di preoccupazioni per i fornitori di servizi abortivi e i pazienti, dato il clima generale ostile nei confronti dei diritti riproduttivi.
L’ordine del Quinto Circuito non avrebbe vietato del tutto il mifepristone, ma avrebbe annullato le regole della FDA che ne disciplinano la prescrizione e la distribuzione, lasciando un vuoto normativo. Senza l’intervento della Corte Suprema, sarebbe stato incerto se il farmaco sarebbe rimasto disponibile.
Nei loro dissensi, Thomas e Alito hanno paragonato i produttori di mifepristone a una ‘impresa criminale’. Thomas ha definito il settore come un ‘ente criminale’, citando il Comstock Act, una legge del 1873 ormai obsoleta ma mai abrogata, che vieta una serie di prodotti legati alla sfera sessuale. Alito, invece, ha sostenuto che una delle due aziende produttrici del farmaco sarebbe coinvolta in una ‘cospirazione illegale’, poiché il mifepristone è vietato in Louisiana, nonostante sia legale in molti altri stati e approvato dalla FDA.
Per ora, però, queste posizioni non hanno prevalso. Il mifepristone rimane accessibile, almeno fino a quando la Corte Suprema non si pronuncerà definitivamente sulla questione.