La Corte Suprema del Nebraska ha emesso una sentenza storica nel caso Munsell v. Munsell, stabilendo che un genitore può portare i figli a un campeggio religioso durante il proprio periodo di affidamento, anche se l’altro genitore si oppone alle dottrine della chiesa frequentata.

La decisione, presa all’unanimità, ribalta la sentenza di primo grado che aveva vietato al padre, Jacob Munsell, di far partecipare i figli al campeggio organizzato dalla chiesa frequentata durante il suo tempo con loro. La madre, Libby Munsell, aveva contestato la partecipazione, sostenendo che la chiesa promuoveva una visione discriminatoria nei confronti delle donne.

Secondo la Corte, il padre ha il diritto di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose durante il suo periodo di affidamento, a patto che non vi siano rischi concreti per il loro benessere.

I dettagli del caso

Jacob e Libby Munsell si sono sposati nel 2010 e hanno avuto due figli, nati rispettivamente nel 2016 e nel 2018. Nel febbraio 2024, Libby ha presentato istanza di divorzio. I due genitori avevano già concordato una divisione equa dei beni e una custodia fisica congiunta a rotazione, che garantiva a ciascuno tempi uguali con i figli.

Durante il matrimonio, la famiglia frequentava regolarmente la chiesa frequentata da Jacob, che seguiva una dottrina secondo cui le donne dovrebbero essere "sottomesse" agli uomini e la leadership della chiesa dovrebbe essere affidata esclusivamente a figure maschili. Tuttavia, dopo la separazione, Libby ha dichiarato di aver lasciato la chiesa circa cinque mesi prima di presentare la domanda di divorzio, affermando di non condividere più alcune delle sue dottrine e di non apprezzare la cultura di "paura e vergogna" che essa diffondeva, inclusi timori di punizione divina.

Dopo la separazione, i figli hanno continuato a partecipare alle attività della chiesa con Jacob durante il suo tempo con loro, e inizialmente anche Libby aveva approvato questa scelta. Tuttavia, durante il processo, le parti hanno espresso opinioni divergenti sulla partecipazione dei figli alle attività religiose.

La sentenza della Corte Suprema

Il tribunale di primo grado aveva assegnato la custodia legale esclusiva a Libby, ritenendo che la conflittualità tra i genitori rendesse impraticabile una custodia congiunta. La Corte Suprema del Nebraska ha confermato questa decisione, riconoscendo che la situazione di conflitto tra i genitori giustificava l’affidamento esclusivo a un solo genitore.

Tuttavia, la Corte ha ribaltato la parte della sentenza che vietava al padre di portare i figli al campeggio religioso durante il suo tempo con loro. Secondo i giudici, non vi erano prove sufficienti che la partecipazione al campeggio potesse arrecare danno ai minori. Anzi, il campeggio era descritto come un’esperienza principalmente ludica e sociale, con attività che includevano corsi di bibbia, manualità, natura e gioco, senza richiedere un’affiliazione religiosa specifica.

Jacob ha testimoniato di aver trascorso gran parte della sua vita al campeggio, di aver lavorato come consigliere e di far parte del consiglio di amministrazione della struttura. Ha sottolineato che l’esperienza era fondamentale per il suo sviluppo personale e per quello dei figli.

«Il campeggio non è un luogo di indottrinamento, ma un’esperienza che promuove valori come l’amicizia, l’indipendenza e il rispetto per gli altri», ha dichiarato Jacob durante il processo.

La Corte ha concluso che, in assenza di rischi concreti per i figli, il padre ha il diritto di farli partecipare alle attività religiose durante il suo tempo con loro, anche se la madre si oppone alle dottrine della chiesa frequentata.

Fonte: Reason