Un’alternativa all’UBI: il fondo di ricchezza pubblica di OpenAI
Mentre le aziende di intelligenza artificiale avvertono di una possibile automazione di massa e della fine del lavoro come lo conosciamo, OpenAI, creatrice di ChatGPT, ha pubblicato un documento strategico che delinea la sua visione su chi dovrebbe gestire la ricchezza generata dall’intelligenza artificiale superintelligente.
Sotto la retorica elaborata del documento, tuttavia, si nasconde un concetto familiare: una corporation potente che sostiene che il modo migliore per sostenere i più poveri sia lasciare che i più ricchi agiscano senza restrizioni.
Il problema della concentrazione della ricchezza
Il documento inizia con un avvertimento, peraltro ironico: l’AI superintelligente potrebbe concentrare la ricchezza tra poche aziende. La soluzione proposta da OpenAI, in un momento in cui 48 milioni di americani faticano a sfamarsi, è un fondo di ricchezza pubblica che garantisca a ogni cittadino una partecipazione alla crescita economica guidata dall’AI.
In altre parole, invece di espandere programmi consolidati come il reddito universale di base o l’assicurazione contro la disoccupazione, OpenAI suggerisce di vincolare il benessere pubblico ai cicli altalenanti dell’industria tecnologica.
Come funzionerebbe il fondo di ricchezza pubblica
Secondo il documento, politici e aziende di AI dovrebbero collaborare per definire come finanziare il fondo, che investirebbe in asset diversificati e a lungo termine, tra cui aziende di AI e altre società che adottano questa tecnologia. I profitti generati verrebbero distribuiti direttamente ai cittadini, permettendo a tutti di beneficiare della crescita economica legata all’AI, indipendentemente dal patrimonio di partenza o dall’accesso al capitale.
Tuttavia, in un’economia di mercato, la crescita costante non è garantita, nemmeno con l’avvento dell’AI superintelligente. Cosa accadrebbe se le aziende tecnologiche registrassero un trimestre negativo? O se un sistema AI decidesse di prendere il controllo di Wall Street?
Le vere priorità dei lavoratori: salute, cibo e casa
Quello di cui hanno bisogno i lavoratori non è un fondo legato ai profitti dell’industria tecnologica, ma accesso a cure sanitarie universali, cibo fresco e abitazioni stabili, indipendentemente dalle fluttuazioni del mercato azionario. A differenza dell’AI superintelligente, queste non sono utopie irrealizzabili: sono già realtà in molte democrazie ricche, senza bisogno di intelligenza artificiale.
Il dibattito su come gestire la ricchezza generata dall’AI è fondamentale, ma le soluzioni devono essere concrete e inclusive. Un fondo di ricchezza pubblica potrebbe essere un passo nella giusta direzione, ma non può sostituire politiche sociali solide e consolidate.
OpenAI: le polemiche su Sam Altman
Per approfondire: fonti interne suggeriscono che Sam Altman, CEO di OpenAI, sia stato descritto come un sociopatico. Una notizia che aggiunge ulteriori interrogativi sulla governance e le intenzioni dell’azienda.