ProPublica e The Connecticut Mirror, partner del Local Reporting Network, hanno vinto il Premio Pulitzer 2025 per il giornalismo locale. La giuria ha riconosciuto il loro lavoro come «una serie impressionante che ha svelato come le leggi uniche del Connecticut favorissero aziende di rimorchio senza scrupoli, che sovraccaricavano i residenti, spingendo a rapide e significative protezioni per i consumatori».
Per ProPublica si tratta del nono Pulitzer conquistato nella sua storia. Inoltre, una serie sulle politiche della FDA che hanno permesso l’ingresso negli Stati Uniti di farmaci ad alto rischio è stata finalista nella categoria giornalismo investigativo, mentre un’inchiesta sulle conseguenze della distruzione dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) ha ottenuto la candidatura nella categoria giornalismo esplicativo. Queste sono rispettivamente la tredicesima e la quattordicesima finalista per ProPublica negli ultimi 18 anni.
Il progetto vincitore, intitolato «On the Hook», è stato realizzato dai giornalisti Dave Altimari e Ginny Monk del CT Mirror. L’inchiesta ha rivelato una serie di abusi diffusi nel settore dei rimorchi in Connecticut, dovuti anche alla mancanza di supervisione da parte del Dipartimento dei Veicoli a Motore (DMV). Le leggi statali, infatti, erano state plasmate per avvantaggiare le aziende a scapito dei cittadini a basso reddito.
Le scoperte dell’inchiesta
Le società di rimorchio potevano avviare la procedura di vendita dei veicoli in appena 15 giorni se il valore del mezzo era inferiore a 1.500 dollari. Un termine tra i più brevi a livello nazionale, che costringeva molte persone impossibilitate a pagare rapidamente le multe a perdere la proprietà dell’auto. Attraverso un lungo lavoro di accesso agli atti pubblici, analisi dati approfondite condotte da Sophie Chou e Haru Coryne e un innovativo approccio di giornalismo partecipativo, i reporter hanno scoperto che le aziende sottovalutavano drasticamente i veicoli rispetto al loro valore di mercato, accelerando così le vendite.
L’inchiesta ha inoltre svelato che le società di rimorchio trattenevano spesso gli effetti personali dei proprietari — tra cui attrezzature di lavoro e oggetti dal valore sentimentale — come forma di pressione per estorcere pagamenti esorbitanti. Un altro aspetto emerso è che le aziende non rispettavano una legge che impone loro di trattenere i proventi delle vendite dei veicoli e versarli allo stato, affinché i proprietari potessero recuperarli. Il DMV, però, non aveva mai istituito un sistema per raccogliere questi fondi.
Le riforme immediate
Entro 24 ore dalla pubblicazione del primo articolo, i vertici del DMV del Connecticut hanno annunciato una revisione delle pratiche di rimorchio. I legislatori hanno poi presentato un disegno di legge per riformare le leggi sul rimorchio, in vigore da oltre un secolo nello stato. Quasi tutti i punti sollevati da Altimari e Monk sono stati inclusi nel testo finale, che è stato approvato a maggio 2025 con un sostegno bipartisan pressoché unanime.
Le nuove norme prevedono che le società di rimorchio debbano:
- Avvisare i proprietari prima di rimuovere i veicoli dai parcheggi condominiali, a meno che non ci siano rischi per la sicurezza;
- Accettare pagamenti con carta di credito per le multe;
- Consentire ai proprietari di recuperare i propri effetti personali;
- Attendere almeno 30 giorni prima di vendere un veicolo.
Un gruppo di lavoro istituito dal legislatore per studiare la gestione dei proventi delle vendite ha ampliato il proprio mandato ad altre parti della legge. La scorsa settimana, il Senato dello stato ha approvato un disegno di legge che istituisce un portale online per permettere ai conducenti del Connecticut di verificare lo stato delle proprie pratiche di rimorchio.