Un’unità speciale della polizia di New York, la Community Response Team (CRT), non ha sottoposto a revisione legale oltre 2.000 fermi effettuati tra il 2021 e il 2024, nonostante un ordine federale lo richiedesse. La scoperta, recentemente rivelata dal monitor federale incaricato di supervisionare il rispetto delle norme, solleva gravi dubbi sulla legalità delle operazioni di questa squadra.
Il monitor federale, Mylan Denerstein, ha definito inaccettabile la mancata revisione dei fermi, sottolineando che ciò ha permesso a controlli, perquisizioni e fermi illegali di passare inosservati. «La mancanza di audit su questi fermi significa che violazioni costituzionali sono rimaste indagate», ha dichiarato in una nota.
La CRT, unità nota per i suoi metodi aggressivi, è stata al centro di critiche per anni. Un’inchiesta di ProPublica del 2023 aveva già evidenziato come la squadra evitasse sistematicamente i controlli mentre perseguiva reati minori, come la circolazione di moto e ATV non autorizzati. Le sue tattiche, tra cui inseguimenti ad alta velocità, hanno destato preoccupazione anche all’interno dello stesso dipartimento.
I dati del Civilian Complaint Review Board (CCRB) rivelano che oltre la metà degli agenti assegnati alla CRT ha almeno una segnalazione per condotta scorretta nel corso della carriera, una percentuale molto superiore alla media del resto della polizia newyorkese. Secondo il monitor federale, solo il 59% delle operazioni della CRT nel 2023 è risultato legale, un dato nettamente inferiore rispetto alle unità di pattuglia tradizionali. La quasi totalità dei fermi ha coinvolto residenti neri o ispanici.
La scoperta della mancata revisione dei fermi aggrava ulteriormente la situazione. Il monitor ha ammesso che i dati attuali sulla legalità della CRT potrebbero essere sottostimati, poiché le violazioni non rilevate potrebbero essere molteplici. «Il tasso reale di conformità costituzionale è probabilmente inferiore a quello riportato», ha scritto Denerstein in una lettera al tribunale.
In risposta alle accuse, la polizia di New York ha dichiarato di aver avviato azioni correttive sotto la guida del commissario Jessica Tisch. Tuttavia, gli attivisti per i diritti civili chiedono misure più incisive per garantire il rispetto delle norme e prevenire abusi. «Questo caso dimostra che le promesse di riforma non sono sufficienti se non vengono accompagnate da controlli rigorosi», ha commentato un portavoce dell’ACLU.