Il Regno Unito amplia la sua portata normativa online, colpendo siti statunitensi per contenuti legali nel paese d'origine ma considerati illegali secondo la legislazione britannica. L'ultima azione riguarda Sanctioned Suicide (SaSu), un forum statunitense che discute tematiche legate al suicidio, protette dal Primo Emendamento degli Stati Uniti.
Ofcom, l'autorità britannica per le comunicazioni, ha inflitto una multa di £950.000 (circa 1,27 milioni di dollari) al provider del forum, accusato di non aver rispettato gli obblighi previsti dal Online Safety Act britannico. Secondo la normativa, i fornitori di servizi user-to-user devono proteggere gli utenti britannici da contenuti illegali, inclusa l'incitazione o l'assistenza al suicidio, considerata reato penale nel Regno Unito.
Giurisdizione globale o abuso di potere?
Ofcom sostiene che la sede estera del forum non lo esenta dall'applicazione della legge britannica, poiché il sito è accessibile nel Regno Unito e presenta un «rischio significativo di danno». Tuttavia, la tesi appare discutibile: se applicata in modo esteso, potrebbe autorizzare qualsiasi paese a sanzionare contenuti legali altrove ma considerati offensivi localmente. Ad esempio, la Cina potrebbe multare cittadini britannici per immagini satiriche di Winnie the Pooh, o l'Arabia Saudita per foto di spiaggia «inappropriate».
Il forum aveva già bloccato gli utenti britannici
La difesa del forum, rappresentato dall'avvocato Preston Byrne, ha rivelato un dettaglio cruciale: SaSu aveva già implementato un geoblock per impedire l'accesso agli utenti del Regno Unito, in segno di rispetto per la legislazione locale. Nonostante ciò, Ofcom ha basato la sua indagine su test condotti da investigatori e organizzazioni non governative che hanno deliberatamente aggirato il blocco geografico per raccogliere prove.
«Abbiamo trovato, sepolto nei documenti legali, che la maggior parte delle prove di Ofcom si basa su una violazione intenzionale del geoblock», ha dichiarato Byrne. La multa, quindi, sembra più un atto simbolico che una misura effettiva, dato che il forum non è più accessibile nel Regno Unito e il provider statunitense non ha alcuna intenzione di pagare una sanzione imposta da un'autorità straniera.
«Questa decisione solleva seri dubbi sulla portata della giurisdizione britannica e sul rischio di un internet sempre più frammentato in base a leggi locali», ha commentato un esperto di diritto digitale.
Le conseguenze per la libertà online
Il caso evidenzia le tensioni tra la tutela della libertà di espressione negli Stati Uniti e l'approccio restrittivo di alcuni paesi europei in materia di contenuti online. Mentre l'Online Safety Act britannico mira a proteggere gli utenti da contenuti dannosi, critici sottolineano come tali misure possano portare a una balcanizzazione del web, dove ogni paese impone le proprie regole a siti accessibili globalmente. La multa di Ofcom, peraltro mai riscossa, rischia di rimanere un esempio di censura simbolica piuttosto che di effettiva regolamentazione.