Il presidente della Camera Mike Johnson e il leader della maggioranza al Senato John Thune sono impegnati in un aperto scontro sulla gestione dei finanziamenti del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), complicando ulteriormente l’uscita da uno shutdown che dura ormai da 72 giorni.
La tensione tra i due leader repubblicani è palpabile: Thune, pur senza dichiararlo apertamente, ha espresso la sua frustrazione per il mancato passaggio alla Camera di un disegno di legge di appropriazione per il DHS, approvato invece due volte al Senato. Johnson, dal canto suo, sta cercando di modificare il testo approvato dal Senato per garantirne l’approvazione alla Camera, dove attualmente non avrebbe i voti necessari senza un passaggio attraverso la procedura di riconciliazione.
Le posizioni in campo
All’inizio del mese, Johnson e Thune avevano presentato una dichiarazione congiunta e un piano d’azione comune: finanziare ICE e Border Patrol tramite riconciliazione e il resto del DHS attraverso il processo ordinario di appropriazione. Tuttavia, il DHS ha avvertito che le riserve di fondi temporanei per pagare i dipendenti sono destinate a esaurirsi nelle prossime settimane.
Johnson ha definito il testo approvato dal Senato come «poco chiaro e affrettato», sottolineando la necessità di una versione modificata che possa ottenere il sostegno di entrambe le camere. «Non cambia la sostanza della legge, ma ne migliora la formulazione», ha dichiarato. Thune, pur mantenendo un tono diplomatico, ha ribadito che «abbiamo fatto tutto il possibile per garantire un finanziamento adeguato».
Il nodo centrale: il taglio ai fondi per ICE e Border Patrol
La principale fonte di conflitto riguarda una disposizione del disegno di legge del Senato che «azzererebbe» i finanziamenti per ICE e Border Patrol. Un gruppo trasversale di deputati repubblicani si oppone a questa misura, temendo che possa essere interpretata come un taglio ai finanziamenti delle forze dell’ordine. Alcuni membri della Camera stanno valutando di attendere la conclusione della procedura di riconciliazione, accoppiando il voto finale su quel provvedimento con l’approvazione del disegno di legge per il DHS. Tuttavia, questa soluzione rischierebbe di lasciare il dipartimento senza fondi fino a metà maggio.
Le implicazioni politiche
Nonostante le divergenze pubbliche, Johnson sembra orientato verso modifiche di carattere formale piuttosto che sostanziale. Anche piccoli cambiamenti richiederebbero, infatti, un nuovo passaggio al Senato per l’approvazione definitiva. La situazione evidenzia le difficoltà di trovare un accordo interno alla maggioranza repubblicana, con entrambi i leader costretti a prendere posizione pubblicamente in modo da non compromettere la propria posizione politica.
In sintesi
- Johnson e Thune sono in disaccordo sulla gestione dei fondi per il DHS.
- Il Senato ha approvato due volte un disegno di legge, ma la Camera lo ritiene inadeguato.
- Il nodo critico è il taglio ai finanziamenti per ICE e Border Patrol.
- Le tensioni interne rischiano di prolungare lo shutdown.