Dal 1989, il Grande Lago Salato dello Utah ha perso circa il 70% della sua superficie, riducendo drasticamente i servizi ecosistemici e lasciando ampie distese di letto lacustre asciutto (playa) che diffondono polveri tossiche nell’aria. Questo processo di disseccamento, però, ha anche offerto agli scienziati l’opportunità unica di esplorare ciò che si nasconde sotto il fondale del lago.

Uno studio pubblicato sulla rivista Geosciences ha rivelato la presenza di sacche di acqua dolce e salata a pochi metri dalla superficie. Una scoperta che potrebbe fornire preziose indicazioni per la conservazione del lago, risorsa fondamentale sia per l’ecosistema che per l’economia locale.

Acqua dolce a portata di mano

Nel 2023, il geofisico Michael Thorne e il suo team dell’Università dello Utah hanno utilizzato una tecnica chiamata tomografia a resistività elettrica (ERT) per mappare la presenza di acqua dolce o salata in decine di punti lungo i margini meridionali e orientali del Grande Lago Salato. Thorne ha spiegato che la riduzione del livello dell’acqua ha permesso di effettuare misurazioni in aree che, in passato, sarebbero state inaccessibili perché sommerse.

Per installare la rete di sensori ERT, il team ha affrontato settimane di intenso lavoro sul campo. Mason Jacketta, autore principale dello studio, e i suoi colleghi hanno posizionato elettrodi nel terreno a pochi metri di distanza, creando linee di centinaia di metri. Misurando la resistenza al passaggio della corrente elettrica tra le coppie di elettrodi, hanno potuto distinguere tra acqua salata (ricca di ioni conduttivi) e acqua dolce. Combinando questi dati con informazioni geologiche e misurazioni da pozzi vicini, i ricercatori hanno ricostruito un profilo dettagliato della resistenza elettrica a diverse profondità, identificando la natura delle acque sotterranee.

I risultati dello studio, pubblicati per la parte meridionale del lago, mostrano che l’acqua dolce è sorprendentemente diffusa. In molti siti, Jacketta e il suo team hanno rilevato acqua dolce a pochi metri dalla superficie, spesso in prossimità di sacche di acqua salata. In un punto a sud-est del lago, gli scienziati hanno trovato uno strato superficiale di salamoia, ma a soli 5 metri di profondità è emersa acqua dolce. Nel sito più settentrionale analizzato, l’acqua dolce si trovava a circa 2 metri di profondità, mentre sulla sponda meridionale è stata rilevata in alcuni punti già a 2,8 metri.

Formazioni misteriose e implicazioni per il futuro

Oltre a svelare la presenza di acqua dolce, i risultati dello studio hanno contribuito a spiegare alcune formazioni curiose osservate intorno al Grande Lago Salato, come i rilievi di sale e le isole. Queste scoperte potrebbero avere implicazioni significative per la gestione delle risorse idriche nella regione, già messa a dura prova dalla siccità e dall’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere.

Elliot Jagniecki, geologo dello Utah Geological Survey non coinvolto nello studio, ha commentato:

«Questo studio dimostra che l’acqua dolce è molto più diffusa di quanto si pensasse. La sua presenza a profondità così ridotte offre nuove prospettive per la conservazione del lago e per la pianificazione delle risorse idriche».

La ricerca apre la strada a ulteriori indagini, con una pubblicazione più dettagliata prevista per la sponda orientale del lago. Nel frattempo, la scoperta rafforza l’urgenza di adottare strategie sostenibili per proteggere una delle risorse naturali più preziose dello Utah.