Negli Stati Uniti, il ruolo dei procuratori speciali è stato oggetto di dibattito pubblico, soprattutto dopo le indagini sull’ingerenza russa nelle elezioni del 2016 e lo scandalo Watergate. Tuttavia, una nuova ricerca storica dimostra che le origini di questa figura istituzionale sono ben diverse da come vengono percepite oggi.

In un articolo pubblicato sulla South Texas Law Review, un giurista ha ricostruito per la prima volta un corpus di fonti primarie che ripercorre la storia dei procuratori speciali nominati tra gli anni Cinquanta dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento. Lo studio, intitolato "A Historical Record Of Special Counsels Before Watergate", offre una prospettiva inedita su come questa figura sia stata utilizzata nelle amministrazioni presidenziali di Buchanan, Andrew Johnson, Grant, Garfield, Theodore Roosevelt e Truman.

Le origini dei procuratori speciali: un ruolo limitato e controllato

Secondo la ricerca, tra il 1850 e il 1950, i procuratori speciali venivano nominati dagli Avvocati Generali degli Stati Uniti per due scopi principali:

  • Assistere un procuratore federale nelle indagini e nei procedimenti penali;
  • Supportare l’Avvocato Generale in specifiche inchieste.

In nessuno di questi casi, tuttavia, veniva concessa al procuratore speciale l’autorità di esercitare i poteri di un procuratore federale confermato dal Senato, come avviene oggi. La nomina rimaneva strettamente subordinata al controllo dell’Avvocato Generale, senza deleghe di poteri indipendenti.

L’eccezione del Teapot Dome: un caso isolato

L’unica eccezione a questa prassi si verificò nel 1924, durante l’amministrazione Coolidge. In seguito allo scandalo Teapot Dome, il Congresso approvò una legge che istituiva procuratori speciali confermati dal Senato e dotati di piena indipendenza per perseguire i responsabili. Tuttavia, secondo l’autore dello studio, questa configurazione potrebbe risultare incompatibile con la giurisprudenza moderna sulla separazione dei poteri della Corte Suprema.

Differenze fondamentali con il modello post-Watergate

La ricerca conclude che i procuratori speciali moderni, istituiti dopo lo scandalo Watergate, non trovano un corrispettivo storico nei secoli precedenti. La loro autorità, ampia e spesso controversa, non ha precedenti nella prassi giuridica statunitense prima del 1973, quando fu istituito il primo procuratore speciale indipendente per l’indagine Watergate.

«Questa analisi storica dimostra che i poteri attribuiti ai procuratori speciali contemporanei non trovano fondamento nella tradizione giuridica americana. La loro legittimità, quindi, non può essere giustificata da un presunto precedente storico.»

Lo studio, frutto di anni di ricerche d’archivio, offre una base documentale per valutare criticamente il ruolo attuale di questa figura istituzionale, spesso al centro di polemiche politiche e giuridiche.

Fonte: Reason