La tempesta che ha distrutto tutto

Nel settembre 2024, l'uragano Helene ha travolto le montagne della Carolina del Nord occidentale. Devon, veterano della guerra in Iraq e in ripresa dalla tossicodipendenza, si trovava nella sua casa di Asheville quando la tempesta ha iniziato a devastare la zona. Gli alberi cadevano come tessere di domino, venti violenti scuotevano la collina ripida su cui sorgeva la sua abitazione, e la veranda insieme a un angolo della casa sono stati spazzati via. All'interno, la moglie e la figlia di cinque anni si nascondevano in un armadio, piangendo mentre la casa tremava sotto la forza della natura.

«Per me è stato un vero e proprio trigger», ha raccontato Devon, che ha chiesto di essere identificato solo con il nome di battesimo per proteggere la sua privacy, fondamentale nei programmi di recupero come i Narcotici Anonimi. «Mi sentivo come se fossi in guerra».

La lotta contro la dipendenza e i traumi del passato

Dopo essere tornato dal Medio Oriente nel 2006, Devon ha portato con sé il disturbo da stress post-traumatico e una lesione cerebrale traumatica. Per sfuggire al dolore, ha iniziato a fare uso di pillole, poi eroina e infine una combinazione di eroina e cocaina. «L'astinenza era insopportabile», ha confessato. «Non riuscivo a immaginare una vita senza droghe».

Nel 2019, si è trasferito ad Asheville con la moglie, cercando una nuova possibilità. Ha iniziato a frequentare i Narcotici Anonimi, ha intrapreso un percorso terapeutico e ha trovato stabilità nella sua nuova famiglia. La nascita della figlia nel 2020 sembrava aver segnato un punto di svolta. Poi è arrivato l'uragano Helene.

Il crollo dei supporti essenziali per la sobrietà

Le calamità naturali come l'uragano Helene non distruggono solo le comunità, ma anche le strutture che sostengono le persone in via di recupero. Le riunioni dei 12 passi, i programmi di trattamento, i trasporti e le reti sociali sono fondamentali per mantenere la sobrietà. Quando questi pilastri vengono meno, il rischio di ricaduta e overdose aumenta drasticamente.

«Il lutto e il trauma possono persistere per anni. Questi sono trigger significativi che possono compromettere il percorso di recupero».
Kristina Brant, sociologa della Penn State University

Appalachia: una regione in bilico tra crisi da oppioidi e cambiamenti climatici

L'Appalachia, una regione montuosa che si estende per 13 stati dagli Appalachi al Mississippi, è già duramente colpita da una crisi da oppioidi che ha mietuto vittime per anni. Nonostante un lieve calo dei tassi di overdose a livello nazionale, in molte contee appalachiane la situazione rimane critica. Gli eventi climatici estremi, come inondazioni e uragani, aggravano ulteriormente la situazione, rendendo ancora più difficile per le persone in via di recupero mantenere la sobrietà.

Secondo uno studio della Penn State University, le inondazioni aumentano i decessi per overdose per oltre un decennio dopo l'evento. La distruzione delle infrastrutture, la perdita di supporti sociali e l'aumento dello stress psicologico creano un terreno fertile per le ricadute.

Le testimonianze di chi lotta ogni giorno

  • Devon: «Dopo la tempesta, mi sono sentito perso. Tutto ciò per cui avevo lavorato rischiava di andare in frantumi».
  • Altri membri della comunità: Molti hanno perso l'accesso alle riunioni di gruppo, ai centri di trattamento e ai trasporti, rendendo ancora più difficile mantenere la sobrietà.

Un futuro incerto tra recupero e resilienza

Per Devon e molte altre persone in Appalachia, la strada verso la guarigione è ora più complicata. Le istituzioni locali e i gruppi di supporto stanno cercando di ricostruire ciò che la tempesta ha distrutto, ma la sfida è enorme. La combinazione tra crisi da oppioidi e disastri naturali richiede un approccio integrato che vada oltre la semplice assistenza immediata.

«Dobbiamo essere consapevoli che le calamità naturali non colpiscono solo le infrastrutture, ma anche la salute mentale e il benessere delle persone», ha sottolineato Kristina Brant. «Investire in programmi di supporto a lungo termine è fondamentale per prevenire ricadute e overdose».

Fonte: Grist