Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha reso noto lunedì scorso un documento di 16 pagine che, secondo l’accusa, dimostrerebbe come Amazon abbia orchestrato una strategia per fissare artificialmente i prezzi e influenzare i rivenditori concorrenti.
Nel febbraio 2022, lo stato della California aveva già avviato una causa contro il colosso dell’e-commerce, accusandolo di pratiche anticoncorrenziali. Ora, con una richiesta presentata alla Corte Suprema, la California chiede un’ingiunzione preliminare per fermare immediatamente tali comportamenti, mentre il procedimento legale prosegue.
Il documento, reso pubblico in gran parte senza redactions, illustra come Amazon avrebbe agito per alzare i prezzi dei competitor in vista di eventi promozionali come il Prime Day. Secondo l’accusa, la società avrebbe collaborato con i fornitori per rendere indisponibili prodotti scontati altrove, costringendo i consumatori a rivolgersi ad Amazon per acquistare gli stessi articoli a prezzi più alti.
Bonta ha sottolineato che le prove raccolte dimostrano un meccanismo sistematico di manipolazione dei prezzi, con ripercussioni su tutto il mercato retail. La strategia, secondo l’accusa, non si limiterebbe a singoli episodi, ma rappresenterebbe una politica aziendale consolidata per eliminare la concorrenza e mantenere il controllo sui prezzi.
La richiesta di ingiunzione mira a porre fine a queste pratiche prima che possano causare ulteriori danni ai consumatori e al libero mercato. La Corte Suprema dovrà ora valutare se accogliere la richiesta dello stato della California, che chiede un intervento immediato per tutelare la concorrenza.