Il governo cinese avrebbe esercitato pressioni sullo Zambia per cancellare all'ultimo momento RightsCon, il più grande convegno mondiale sui diritti digitali, secondo quanto denunciato dagli organizzatori. La reazione di Pechino sarebbe scaturita dalla presenza di esponenti della società civile taiwanese nel programma dei relatori.

L'evento, organizzato da Access Now, avrebbe dovuto tenersi in Zambia con la partecipazione di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Tuttavia, poche ore prima dell'inizio, le autorità zambiane hanno negato l'ingresso ai primi arrivati, sostenendo che la conferenza fosse stata annullata. Successivamente, il governo locale ha pubblicato un messaggio vago su Facebook, parlando di un rinvio, ma senza fornire dettagli concreti.

Solo in serata, gli organizzatori di RightsCon hanno ufficializzato la cancellazione dell'evento, invitando i partecipanti a non recarsi in Africa. RightsCon è una conferenza di portata internazionale che richiede anni di pianificazione e una complessa organizzazione logistica. Annullare un evento di questa portata appena cinque giorni prima dell'inizio rappresenta una decisione senza precedenti.

Le pressioni della Cina e la reazione di Access Now

In un post pubblicato venerdì, Access Now ha rivelato i dettagli della vicenda. Secondo l'organizzazione, il 27 aprile, un giorno dopo un comunicato governativo che sosteneva RightsCon, il Ministero della Tecnologia dello Zambia ha ricevuto una telefonata urgente: i diplomatici della Repubblica Popolare Cinese (RPC) stavano esercitando pressioni sul governo zambiano per escludere la partecipazione di rappresentanti della società civile taiwanese.

«Questa situazione era estremamente preoccupante. Abbiamo immediatamente reagito, aprendo un canale di comunicazione con i nostri partecipanti taiwanesi, come nostra prassi in caso di rischi per una comunità specifica. Nonostante la necessità di ulteriori informazioni, eravamo fiduciosi di poter risolvere la questione con le autorità», ha dichiarato Access Now.

Tra i relatori previsti figuravano Jo-Fan Yu, CEO del Taiwan Network Information Center, e E-Ling Chiu, direttrice di Amnesty International Taiwan. RightsCon si era tenuto a Taipei nel 2025, ma la Cina considera Taiwan parte del proprio territorio e ha più volte esercitato pressioni internazionali per impedire il riconoscimento della sua indipendenza.

La lettera del governo zambiano e la risposta degli organizzatori

Dopo una chiamata tra Access Now e le autorità zambiane, il governo locale ha pubblicato una lettera su Facebook e inviato una copia via WhatsApp all'organizzazione. Nel documento, si parlava di un rinvio «necessitato dalla necessità di una disclosure completa di informazioni critiche relative ai temi chiave discussi», fondamentali per «garantire la piena coerenza con i valori nazionali dello Zambia e gli interessi pubblici».

«È semplicemente impossibile posticipare un evento delle dimensioni di RightsCon una settimana prima dell'inizio. La conferenza richiede oltre un anno di preparazione per accogliere migliaia di persone e organizzare oltre 500 sessioni», ha sottolineato Access Now.

Nonostante il tono vago della comunicazione ufficiale, l'organizzazione ha confermato che la decisione è stata presa sotto pressione esterna. RightsCon, che si svolge annualmente, rappresenta un punto di riferimento globale per la difesa dei diritti digitali, attirando attivisti, esperti e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo.