Meryl Rosenthal aveva 41 anni quando, nel 2005, insieme a una cofondatrice, avviò una società di consulenza specializzata nella trasformazione del capitale umano e dei luoghi di lavoro. Nove anni dopo, con la partenza della socia per motivi personali, Rosenthal si ritrovò a gestire l’azienda da sola, all’età di 50 anni. Una condizione che, come molte donne della sua generazione, le ha imposto di affrontare sfide uniche.

Uno dei pregiudizi più diffusi era la convinzione che, in quanto donna over 50, non avesse l’esperienza necessaria nel settore HR. Un altro era la presunzione che non fosse al passo con le tecnologie moderne. Eppure, Rosenthal non si è lasciata intimidire. «Quello che mi ha permesso di andare avanti è stato il bagaglio di competenze accumulate: etica del lavoro, esperienza imprenditoriale, prospettiva unica, adattabilità e fiducia in me stessa», racconta. «Ho imparato a fidarmi del mio giudizio e a riorganizzare l’azienda intorno ai miei punti di forza».

La sua storia non è un’eccezione. Secondo i dati del Census Bureau, nel 2023 circa il 40% delle imprese statunitensi era gestito da donne, un trend in crescita che riflette il cambiamento delle norme di genere. Inoltre, le donne stanno avviando nuove attività più che mai: quasi la metà dei nuovi imprenditori negli Stati Uniti è donna. Tuttavia, per le fondatrici over 50, il percorso è ancora disseminato di ostacoli.

Il doppio pregiudizio: genere e età

Molte imprenditrici di questa fascia d’età denunciano un doppio bias: non solo quello legato al genere, ma anche quello anagrafico. Julie Wing, 65 anni, imprenditrice seriale e proprietaria di un’azienda nel settore dell’aviazione, lo conferma: «Come donna e come over 50, devi dimostrare molto più degli altri. Gli uomini non devono farlo».

Eppure, le ricerche dimostrano che le donne over 50 potrebbero rappresentare una delle fonti di crescita imprenditoriale più sottovalutate. Uno studio del MIT ha rilevato che i fondatori più anziani hanno maggiori probabilità di successo rispetto ai giovani, grazie all’esperienza specifica del settore. Allo stesso modo, una ricerca di Boston Consulting Group ha evidenziato che le startup fondate o cofondate da donne generano, in media, il 10% in più di ricavi cumulativi a cinque anni rispetto a quelle maschili. Ancora più sorprendente: per ogni dollaro investito, le startup femminili producono 78 centesimi, mentre quelle maschili solo 31.

Perché ignorare questo potenziale è un errore economico

I dati parlano chiaro: trascurare le imprenditrici over 50 significa perdere un’opportunità economica significativa. «Le donne di questa età portano con sé competenze trasversali, resilienza e una visione strategica che spesso manca ai fondatori più giovani», spiega un’esperta del settore. Tuttavia, il pregiudizio sistemico continua a limitare l’accesso a finanziamenti e risorse.

Rosenthal, oggi 62 anni, ha costruito un’impresa che dura da oltre due decenni. La sua storia è la prova che l’età, lungi dall’essere un limite, può essere un vantaggio. «Il successo non ha età. Quello che conta è la capacità di adattarsi, imparare e credere in se stessi», conclude.