Una deputata repubblicana della Virginia è sotto pressione per le dimissioni dopo aver condiviso un’affermazione apertamente razzista nei confronti di Hakeem Jeffries, leader di minoranza della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.
La deputata Jen Kiggans è intervenuta lunedì in una trasmissione radiofonica locale condotta da Rich Herrera, commentatore di Richmond, per discutere delle contese mappe congressuali della Virginia. Tuttavia, l’intervista, poi rimossa dalle piattaforme, ha preso una piega offensiva quando Kiggans ha approvato senza esitazione un commento razzista di Herrera su Jeffries.
Le dichiarazioni offensive e la reazione
Herrera, durante la trasmissione, ha definito Jeffries come uno «schiavo», affermando: «Ha speso oltre 20 milioni di dollari nel nostro disastro di redistribuzione dei seggi. Ora sta parlando di … licenziare i nostri giudici della Corte Suprema».
Ha poi aggiunto: «Se Hakeem Jeffries vuole occuparsi della politica della Virginia, allora gli suggerisco di lasciare New York, trasferirsi qui e candidarsi. Se non lo farà, deve togliersi di mezzo e non intromettersi con le sue cotton-picking hands [mani che raccolgono cotone] nella politica della Virginia».
Kiggans ha risposto: «Esattamente. Proprio così. Sì, sì».
Il termine «cotton-picking hands» ha radici profonde nella storia della schiavitù negli Stati Uniti, riferendosi ai milioni di afroamericani costretti a lavorare nei campi di cotone.
Le accuse di razzismo e le reazioni politiche
La polemica ha scatenato una serie di reazioni immediate. Elaine Luria, ex deputata democratica e avversaria di Kiggans alle prossime elezioni di novembre, ha definito le dichiarazioni «disgustose e indegne di qualsiasi rappresentante eletto».
«Sono cresciuta nel Sud. So bene cosa significano questi richiami razzisti», ha dichiarato Luria su X (ex Twitter).
Anche Katherine Clark, vice leader democratica della Camera, ha chiesto le dimissioni di Kiggans in una nota ufficiale.
La difesa di Kiggans e la rimozione dell’intervista
In una dichiarazione pubblicata su X, Kiggans ha negato di aver approvato il commento razzista, sostenendo di aver risposto solo al contenuto della discussione sulla redistribuzione dei seggi. Ha inoltre accusato i democratici di diffondere «bugie» per distrarre l’opinione pubblica.
«Ogni menzogna e distorsione è finalizzata a distogliere l’attenzione dalla sconfitta che subiranno e dal chiaro messaggio della Corte Suprema della Virginia: smettetela di cercare di manipolare le elezioni», ha scritto Kiggans. «I democratici stanno cercando di distruggere la nostra Corte perché non sono d’accordo con le sue decisioni. Questo è il vero pericolo per il nostro Paese».
Entro martedì mattina, l’intervista era stata rimossa da Apple Podcasts e dal canale YouTube del conduttore.
Contesto politico e implicazioni
Le dichiarazioni di Kiggans arrivano in un momento di forte tensione politica negli Stati Uniti. Solo poche settimane fa, la Corte Suprema ha annullato una parte del Voting Rights Act, stabilendo che le mappe congressuali della Louisiana, che includevano due distretti a maggioranza afroamericana, costituivano una forma di gerrymandering razziale incostituzionale.
La vicenda solleva interrogativi sul clima di polarizzazione politica e sul ruolo dei commenti razzisti nella sfera pubblica, soprattutto in vista delle prossime elezioni di midterm.