Un mix azzardato tra scacchi e roulette
Gli scacchi sono un classico intramontabile, più popolari che mai, ma innovare su questo gioco è estremamente difficile. Eppure, molti sviluppatori indipendenti ci provano, sfornando titoli su Steam che spaziano da esperimenti surreali come 5D Chess With Multiverse Time Travel a puzzle come Chessformer e Chessarama, fino a roguelike come Pawnbarian e Shotgun King: The Final Checkmate.
L'ultimo arrivato è Gambonanza, un indie che tenta di fondere la strategia degli scacchi con meccaniche di gioco d'azzardo, ispirandosi al successo di Balatro. Peccato che, alla prova dei fatti, il risultato sia deludente: troppi errori di gioco e una formula troppo ripetitiva per essere davvero coinvolgente, anche per i fan più casual del genere.
Un roguelike con troppe pecche
Da giocatore competitivo di scacchi, mi trovo in una posizione privilegiata per giudicare Gambonanza, ma anche da semplice appassionato di strategia il titolo risulta deludente. Il problema non è solo la mancanza di innovazione, ma anche la scarsa varietà e la gestione poco equilibrata della difficoltà.
Il gioco si struttura in una serie di scontri su scacchiera, suddivisi in cinque fasi da cinque livelli ciascuna, più un boss finale. Ogni battaglia segue le regole base degli scacchi, con mosse alternate tra giocatore e IA. Prima di ogni scontro, si può osservare la disposizione dei pezzi avversari e posizionare i propri liberamente sul lato della scacchiera.
Le meccaniche di gioco: tra promesse e realtà
Il gameplay viene arricchito da gambit, effetti globali o a livello di aura che modificano le regole standard. Ad esempio, "se hai un re e una torre sulla scacchiera, hai 1/3 di probabilità di saltare il turno dell'avversario" o "i vescovi si muovono come le regine". Tuttavia, la maggior parte di queste meccaniche risulta banale e poco stimolante.
All'inizio di ogni battaglia, si possono posizionare tre pezzi sulla scacchiera e avere altri sette in riserva nello "stock". Con il progredire del gioco, è possibile aumentare il numero di pezzi iniziali, ma la scacchiera si allarga di una riga ogni fase. Il vero problema? La mancanza di varietà: ogni fase sembra seguire la stessa configurazione di pezzi avversari, rendendo le prime battaglie prevedibili e poco adatte a un roguelike.
Una presentazione gradevole, ma poca sostanza
Gambonanza vanta una grafica pulita in stile lo-fi e una colonna sonora rilassante, senza stress. Piccoli dettagli umani, come un punto esclamativo stile Metal Gear Solid che appare sopra un pezzo quando viene attaccato o pezzi che prendono fuoco dopo aver catturato più avversari consecutivi, aggiungono un tocco di personalità. Le animazioni sono fluide e ben realizzate.
Tuttavia, questi elementi non bastano a compensare i difetti di fondo: la mancanza di varietà, la gestione poco equilibrata della difficoltà e la scarsa profondità strategica. Per un roguelike, Gambonanza risulta troppo ripetitivo e poco coinvolgente, anche per chi cerca solo un passatempo occasionale con un tema scacchistico.
"Gambonanza prova a innovare su un terreno già difficile, ma finisce per offrire un'esperienza troppo prevedibile e poco stimolante."
Verdetto finale: un titolo da evitare
Nonostante la presentazione curata e alcuni spunti interessanti, Gambonanza non riesce a distinguersi nel panorama dei giochi di strategia e roguelike. La mancanza di varietà, la gestione poco equilibrata della difficoltà e la scarsa profondità delle meccaniche di gioco lo rendono un titolo poco consigliabile, anche per i fan più appassionati di scacchi.