Il CLARITY Act in bilico: lobby bancarie cercano di affossarlo

Il CLARITY Act, la proposta più rilevante del Senato statunitense per istituire un quadro normativo federale completo per i mercati delle criptovalute, è a rischio di essere rinviato a maggio. La pressione delle istituzioni finanziarie tradizionali sta spingendo il senatore Thom Tillis (R-NC) a chiedere un ritardo nell’avanzamento della legge da parte della Commissione Bancaria del Senato.

Questo rinvio trasforma un potenziale traguardo atteso per fine aprile in un test cruciale: il Congresso riuscirà a finalizzare una legge più ampia sulla struttura del mercato crypto prima della chiusura della sessione legislativa elettorale? Le implicazioni per il settore delle criptovalute vanno ben oltre la semplice tempistica.

Un provvedimento chiave per regolamentare le criptovalute

Il CLARITY Act rappresenta il principale strumento legislativo del Senato per definire regole federali che disciplinino i mercati delle criptovalute. L’obiettivo è risolvere anni di conflitti sulla giurisdizione tra i regolatori, stabilendo chi supervisiona le piattaforme di trading, gli emittenti di token e i mercati spot.

Mentre la Camera dei Rappresentanti ha già approvato la sua versione del provvedimento con una maggioranza bipartisan (294 voti favorevoli contro 134) nel luglio 2025, il Senato è paralizzato da una disputa molto specifica: se le piattaforme crypto possano offrire ai consumatori ricompense simili agli interessi sui saldi di stablecoin.

Le origini del blocco: il GENIUS Act e la questione dello yield sulle stablecoin

Il punto di stallo attuale affonda le radici nel GENIUS Act, firmato in legge il 18 luglio 2025. Questa normativa ha istituito un quadro federale di base per le stablecoin di pagamento, imponendo riserve fiat al 100%. Tuttavia, ha lasciato deliberatamente irrisolta una questione cruciale: se terze parti o piattaforme affiliate possano strutturare prodotti che offrono agli utenti rendimenti simili agli interessi sui saldi di stablecoin.

Questa ambiguità è ora il principale ostacolo per l’approvazione del CLARITY Act. I legislatori statunitensi devono decidere se le stablecoin saranno trattate come semplici strumenti di pagamento privi di rendimento o se le piattaforme crypto potranno sviluppare prodotti finanziari che offrono vantaggi economici ai consumatori.

La Casa Bianca smonta le argomentazioni delle banche

I dati recenti dell’amministrazione Trump hanno ulteriormente infiammato il dibattito. L’8 aprile, il Consiglio degli Advisor Economici della Casa Bianca (CEA) ha pubblicato un rapporto che contraddice le principali argomentazioni del settore bancario contro gli yield sulle stablecoin.

Le banche tradizionali hanno a lungo avvertito che le stablecoin con rendimento potrebbero provocare una fuga di capitali, prosciugando i depositi delle banche locali. Tuttavia, l’analisi del CEA ha concluso che l’eliminazione totale dello yield sulle stablecoin aumenterebbe i prestiti delle banche tradizionali di soli 2,1 miliardi di dollari, pari allo 0,02% del totale. Inoltre, il rapporto ha stimato che un divieto totale comporterebbe una perdita netta di benessere per i consumatori pari a 800 milioni di dollari.

Ancora più dannoso per le argomentazioni delle banche, la Casa Bianca ha rilevato che, in uno scenario base, le banche di comunità beneficerebbero di soli 500 milioni di dollari di quei prestiti aggiuntivi. Sulla base di questi dati, l’amministrazione ha sostenuto che un divieto generalizzato dello yield sulle stablecoin non proteggerebbe in modo significativo il sistema bancario tradizionale, ma danneggerebbe invece i consumatori.

Le prossime mosse: cosa accadrà al CLARITY Act?

Il destino del CLARITY Act rimane incerto. Mentre le lobby bancarie continuano a esercitare pressioni per un rinvio, i sostenitori delle criptovalute sperano che il Senato possa superare le divergenze e approvare la legge prima della chiusura della sessione legislativa. Il provvedimento rappresenta una pietra miliare per la regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti e potrebbe definire il futuro del settore per anni a venire.