Come diceva Mark Twain, "La storia non si ripete, ma spesso fa rima". E oggi, in California, la melodia sembra fin troppo familiare. I legislatori dello stato stanno per commettere un errore che, storicamente, si è rivelato disastroso: aumentare le pensioni dei dipendenti pubblici senza considerare le conseguenze a lungo termine.

Due proposte di legge recentemente approvate dalla legislatura statale rischiano di ripetere gli stessi errori compiuti 27 anni fa, quando la California approvò il Senate Bill 400 (S.B. 400).

Il boom del 1999 e le promesse non mantenute

Nel 1999, il mercato azionario era in piena espansione e il California Public Employees' Retirement System (CalPERS), il più grande fondo pensionistico pubblico degli Stati Uniti, godeva di una liquidità senza precedenti. Secondo i dati di Calpensions, i rendimenti degli investimenti avevano registrato una media del 13,5% per un decennio, arrivando addirittura al 20% nei due anni precedenti. I fondi pensionistici dello stato erano finanziati al 100-139%.

In quel contesto, il CalPERS, vicino alle organizzazioni sindacali, convinse i legislatori ad aumentare significativamente i benefici pensionistici, invece di prepararsi a eventuali crisi. Il provvedimento S.B. 400 introdusse il sistema "3% a 50" per gli agenti della California Highway Patrol: potevano andare in pensione a 50 anni con il 90% dell'ultimo stipendio dopo 30 anni di servizio. Il beneficio era retroattivo e, in alcuni casi, aumentò le pensioni del 50%.

Da lì, il sistema si diffuse rapidamente anche ad altre forze dell'ordine e poi a tutti i dipendenti pubblici. Le agenzie, per non perdere personale, dovettero estendere lo stesso trattamento anche agli altri impiegati. Ma il mercato azionario, come sempre, non continuò a crescere all'infinito.

Il crollo dei mercati e il disastro finanziario

Quando la bolla speculativa scoppiò, i fondi pensionistici si trovarono in grave deficit. Oggi, il CalPERS è finanziato solo al 79%, un livello considerato accettabile solo rispetto agli standard post-crisi finanziaria del 2008. Per coprire i buchi, lo stato ha dovuto tagliare servizi pubblici e aumentare le tasse, impoverendo ulteriormente la qualità della vita dei cittadini.

Un articolo del Los Angeles Times del 2016 ricordava come i sostenitori del S.B. 400 avessero promesso che la misura non avrebbe comportato nuovi costi per i contribuenti. In realtà, il fondo pensionistico non riuscì a generare abbastanza rendimenti, lasciando ai cittadini il peso di miliardi di dollari di debiti. Ironia della sorte, lo stesso anno in cui entrò in vigore il S.B. 400 (2000), il Dow Jones Industrial Average iniziò un declino pluriennale.

Due nuove leggi che minacciano di ripetere la storia

Oggi, la California si trova di nuovo di fronte a una scelta pericolosa. Due proposte di legge, attualmente in fase di avanzamento, mirano ad aumentare ulteriormente i benefici pensionistici dei dipendenti pubblici, proprio come accadde nel 1999. Gli esperti avvertono: se approvate, queste misure potrebbero aggravare il deficit pensionistico, già insostenibile, e costringere lo stato a ulteriori tagli ai servizi o a nuove tasse.

Gli oppositori sottolineano che, nonostante i precedenti fallimenti, i legislatori sembrano ignorare la storia. "I politici preferiscono promettere benefici immediati invece di affrontare le conseguenze a lungo termine", ha dichiarato un analista finanziario. "Ma i contribuenti pagheranno il prezzo, ancora una volta."

"La storia insegna che le pensioni troppo generose finiscono sempre per ricadere sulle spalle dei cittadini. La California sta giocando con il fuoco."

Fonte: Reason