Christopher Hendon, chimico presso l'Università dell'Oregon, non è solo un appassionato di caffè: è uno scienziato che dedica la sua carriera a svelare i segreti della bevanda più amata al mondo. Il suo ultimo progetto, pubblicato sulla rivista Nature Communications, introduce un metodo rivoluzionario per analizzare il profilo aromatico del caffè semplicemente facendo passare una corrente elettrica attraverso un campione della bevanda.
Hendon non è nuovo a questo genere di ricerche. Già nel 2020, il suo laboratorio aveva sviluppato un modello matematico per preparare la tazzina di espresso perfetta, riducendo al minimo gli sprechi. Il segreto? Circa 2.000 composti chimici che si estraggono dai fondi di caffè durante la preparazione. Riprodurre sempre lo stesso risultato, però, è una sfida per i baristi.
Per superare questo ostacolo, Hendon e il suo team hanno ideato un sistema basato su una proprietà misurabile con precisione: la resa di estrazione (EY), ovvero la percentuale di caffè che si dissolve nell'acqua. Questo parametro dipende da fattori come il flusso e la pressione dell'acqua durante la percolazione attraverso i fondi. Sorprendentemente, il modello si ispira al comportamento degli ioni di litio nelle batterie, un parallelismo che ha permesso di sviluppare una soluzione innovativa per il caffè.