Le microplastiche, ormai diffuse in ogni angolo del pianeta e persino all'interno del nostro corpo, potrebbero accelerare il riscaldamento globale. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, che dimostra come queste particelle assorbano più luce solare di quanta ne riflettano, generando un effetto riscaldante nell'atmosfera.
Sebbene meno potente di quello dei gas serra, l'impatto delle microplastiche sul clima è significativo e finora trascurato dai modelli climatici attuali. «Possiamo affermare con certezza che, nel complesso, agiscono come agenti riscaldanti», ha dichiarato al Washington Post Drew Shindell, coautore dello studio e professore di scienze della Terra alla Duke University.
La ricerca, guidata da studiosi dell'Università Fudan in Cina, ha esaminato un aspetto finora ignorato: il colore delle microplastiche. Il colore determina la capacità di assorbire o riflettere la luce e, di conseguenza, il calore. Analizzando in laboratorio come particelle di diverse dimensioni e tonalità si comportano in termini di assorbimento termico e simulando il loro impatto nell'atmosfera, i ricercatori hanno scoperto che le microplastiche potrebbero generare un riscaldamento pari a un sesto di quello prodotto dalla fuliggine nera, in particolare quelle nere, gialle, blu e rosse.
«Non è un effetto trascurabile», ha sottolineato Shindell. Secondo le sue stime, l'effetto riscaldante delle microplastiche in un anno equivale a quello prodotto da 200 centrali a carbone funzionanti per lo stesso periodo. Tuttavia, questo dato non tiene conto dell'impatto a lungo termine, poiché le particelle persistono nell'ambiente per decenni, degradandosi lentamente.
«Abbiamo ancora molto da imparare su quante microplastiche siano presenti nell'atmosfera e su come siano distribuite, sia orizzontalmente che verticalmente», ha aggiunto Shindell a Scientific American. «Questo studio non è la parola definitiva».
Le microplastiche non rappresentano l'unico rischio climatico legato all'inquinamento da plastica. Un'altra ricerca ha evidenziato come queste particelle possano influenzare la formazione delle nuvole, alterando i modelli meteorologici. Le microplastiche sospese nell'aria, infatti, fungono da superficie per la condensazione delle gocce d'acqua, favorendo la formazione di cristalli di ghiaccio nelle nubi.