Una motocicletta costruita in un capannone, alimentata da un motore a vapore, ha appena battuto tutti i record su pista. Il mezzo, chiamato Force of Nature, è stato realizzato dal ingegnere britannico Graham Sykes nella sua abitazione nello Yorkshire e recentemente ha debuttato sul circuito di Santa Pod, in Inghilterra, lasciando tutti gli avversari a bocca asciutta.

Oggi, la Force of Nature è la motocicletta a vapore più veloce in accelerazione e il mezzo a due ruote più performante su 1/8 di miglio, con un tempo di 5,5039 secondi sul quarto di miglio. Un risultato straordinario, che la posiziona appena dietro a una motocicletta a razzo.

Sykes ha impiegato sei anni e cinque prototipi per raggiungere questo livello di prestazioni. Ma il suo lavoro non è finito: «Credo di poter migliorare il tempo di 0,6 secondi sul quarto di miglio. Il nostro obiettivo è scendere sotto i 5 secondi», ha dichiarato al Motorcycle News.

Come funziona la Force of Nature

Il motore della motocicletta sfrutta un getto di vapore surriscaldato, accelerato attraverso una coppia di valvole de Laval a una velocità 1,1 volte superiore a quella del suono. Questo processo genera un boom sonico ogni volta che il mezzo parte dalla linea di partenza.

Guidare la Force of Nature non è semplice: i 120 litri di acqua deionizzata e demineralizzata devono essere riscaldati a 250°C e pressurizzati a 580 psi. È necessario un bruciatore separato, alimentato a cherosene o olio vegetale, e fino a cinque ore per raggiungere la temperatura operativa.

Durante la marcia, il mezzo consuma 40 litri d’acqua al secondo e raggiunge un’accelerazione massima di 6,8 G. «La potenza è totale o nulla. Non si può regolare il flusso delle valvole. È tutto o niente», spiega Sykes.

Dalle origini a oggi: la passione per il vapore

Sykes è appassionato di drag racing dal 1979. L’idea di utilizzare il vapore, però, gli è venuta da un’icona americana: «Ricordo di aver visto in televisione Evel Knievel che cercava di saltare il Canyon Snake River. Scoprii che utilizzava un motore a vapore», racconta.

Fonte: Hagerty