Negli ultimi anni, il fenomeno dell'equity negativo nei finanziamenti auto è diventato sempre più diffuso. Secondo i dati di Edmunds, circa il 31% dei proprietari che hanno effettuato un cambio auto nel primo trimestre del 2024 si trovava in una situazione di debito superiore al valore del veicolo. In media, questi automobilisti devono circa 7.200 euro in più rispetto al valore reale della loro auto, un dato in netto aumento rispetto a cinque anni fa.
Questa tendenza riflette un problema strutturale che affligge molti consumatori statunitensi. Molti, infatti, non iniziano da zero quando acquistano un nuovo veicolo, ma trascinano debiti pregressi nei nuovi finanziamenti. In questo modo, si ritrovano a pagare interessi sia sul nuovo acquisto che sul debito precedente, aggravando ulteriormente la propria situazione finanziaria.
Le radici del problema: la pandemia e la carenza di semiconduttori
Il fenomeno affonda le sue radici nel periodo della pandemia, tra il 2020 e il 2021, quando la carenza di semiconduttori ha paralizzato la produzione di auto nuove. I concessionari si sono trovati con pochi veicoli da vendere, i prezzi sono schizzati alle stelle e molti acquirenti, pur di ottenere un'auto, hanno accettato di pagare prezzi molto superiori al valore di mercato. Ora, con il ritorno alla normalità, questi veicoli acquistati a prezzi gonfiati stanno perdendo valore rapidamente, costringendo i proprietari a fare i conti con debiti che superano il valore reale delle loro auto.
Un caso emblematico: da Ford a Mercedes con un debito di 87.000 dollari
Un esempio eclatante arriva dall'Ohio, dove un concessionario ha raccontato al Wall Street Journal di un cliente che voleva sostituire un Ford F-150 Lightning con una Mercedes-Benz GLE Coupe, nonostante dovesse ancora 87.000 dollari su un pick-up che oggi vale circa 47.000 dollari.
«Questa è una battaglia che combattiamo ogni giorno», ha dichiarato il concessionario Doug Horner.
Per mantenere le rate mensili a livelli sostenibili, molti acquirenti stanno allungando la durata dei finanziamenti, arrivando a superare i 70 mesi. In alcuni casi, le rate possono protrarsi anche oltre questo periodo. Sebbene una rata più bassa possa sembrare vantaggiosa nel breve termine, questa scelta rallenta la crescita dell'equity e espone i proprietari a maggiori rischi in caso di calo del valore dell'auto.
Conseguenze finanziarie e rischi per i consumatori
Per chi si trova già in una situazione di equity negativo, le conseguenze possono essere gravi. Secondo Edmunds, quest'anno i consumatori con debiti pregressi hanno finanziato in media 56.000 dollari per l'acquisto di un nuovo veicolo, con rate mensili che si aggirano intorno ai 932 dollari. Si tratta di cifre paragonabili a quelle di un mutuo, per un bene che trascorre la maggior parte del tempo parcheggiato.
Il rischio di pignoramento è un'altra minaccia concreta. Gli studi dimostrano che chi trascinano debiti da un veicolo all'altro ha una probabilità significativamente più alta di incorrere in situazioni di mora. Inoltre, i tassi di morosità sui prestiti auto hanno raggiunto i livelli più alti dal 2010.
Non tutti sono in difficoltà
Nonostante il fenomeno sia in crescita, non tutti i proprietari di auto si trovano in una situazione di difficoltà finanziaria. Molti, infatti, hanno ancora un equity positivo e riescono a gestire i propri debiti senza problemi. Tuttavia, per una fetta sempre più ampia della popolazione americana, la bolla delle auto della pandemia si sta trasformando in un hangover finanziario duraturo.