Il logo di Paramount campeggia sulla torre idrica degli studi di Los Angeles, simbolo di un gigante dei media che ora si trova al centro di un complesso intreccio geopolitico. La fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount Global e Warner Bros. Discovery, annunciata nel 2025, sta attirando l’attenzione delle autorità statunitensi per i finanziamenti provenienti da fondi sovrani mediorientali e altre fonti estere.

Secondo la documentazione presentata alla SEC da Paramount, la transazione non richiederebbe una revisione da parte del CFIUS (Comitato per gli Investimenti Esteri negli Stati Uniti) per due motivi principali. Innanzitutto, Tencent, il colosso cinese legato al Partito Comunista Cinese, non sarà più un partner finanziario diretto dell’operazione. In secondo luogo, i fondi sovrani mediorientali, che detengono il 38,5% delle azioni, non avranno alcun ruolo decisionale nella gestione della nuova entità.

Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto appaia. Nonostante Tencent abbia ridotto la sua partecipazione, resta un investitore passivo attraverso Skydance, società precedentemente finanziata dal conglomerato cinese e ora fusa con Paramount. Secondo il Dipartimento della Difesa USA, Tencent è stata classificata come una «Chinese Military Company», una designazione che solleva preoccupazioni sulla possibile influenza cinese nei media statunitensi.

Un gruppo di senatori, tra cui Elizabeth Warren e Cory Booker, ha scritto una lettera al CFIUS chiedendo una revisione approfondita della transazione. Nel documento, i parlamentari sottolineano che la riduzione della partecipazione di Tencent non elimina i rischi, ma anzi li evidenzia: «

Il fatto che Tencent si sia ritirata e sia rientrata con un importo inferiore non elimina la questione CFIUS — la sottolinea. Lo schema di uscita e rientro, ogni volta con un livello studiato per restare al di sotto della soglia di giurisdizione, è di per sé una possibile prova che la struttura dei capitali esteri della transazione sia gestita per evitare controlli.
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La fusione, che unisce marchi storici come Paramount Pictures, Warner Bros., CNN e CBS, rappresenta una delle più grandi operazioni nel settore dell’intrattenimento degli ultimi anni. Tuttavia, la presenza di capitali cinesi, anche indiretti, solleva interrogativi sulla sovranità mediatica degli Stati Uniti e sulla trasparenza delle transazioni finanziarie internazionali.