La Suprema Corte degli Stati Uniti ha ascoltato oggi gli argomenti orali nel caso Monsanto Company v. Durnell, una vicenda che potrebbe ridefinire l'equilibrio tra autorità statali e federali in merito alle etichette di avvertenza per i pesticidi.

Nel 2019, John Durnell ha citato in giudizio Monsanto, sostenendo che l'esposizione al glifosato – principio attivo del diserbante Roundup – gli abbia provocato un linfoma non Hodgkin. Nel 2023, una giuria ha dato ragione a Durnell, condannando Monsanto a risarcire 1,25 milioni di dollari per non aver avvertito adeguatamente sui rischi. Tuttavia, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) e numerosi studi scientifici non hanno confermato un nesso tra glifosato e aumento dei casi di cancro.

Monsanto ha fatto ricorso, sostenendo che, secondo il Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act (FIFRA), non può aggiungere avvertenze non richieste dall'EPA. L'azienda ha quindi contestato la legittimità delle cause intentate in tribunali statali, come quella di Durnell, che dovrebbero essere bloccate.

Durante l'udienza, alcuni giudici della Corte Suprema hanno espresso scetticismo verso questa posizione. Il Chief Justice John Roberts ha sottolineato come gli Stati potrebbero risultare impotenti di fronte a nuove evidenze scientifiche che l'EPA non abbia ancora valutato. «Gli Stati non possono fare nulla?», ha chiesto. Anche la Justice Ketanji Brown Jackson ha sollevato dubbi su come la legge possa adattarsi a scoperte scientifiche emergenti, che potrebbero mettere in discussione la sicurezza di un prodotto, anche se inizialmente approvato.

Al contrario, altri giudici hanno evidenziato un rischio opposto: le aziende potrebbero essere ritenute responsabili per non aver aggiunto avvertenze che, secondo la legge, non erano autorizzate a includere. Il Justice Brett Kavanaugh ha avvertito di un possibile «problema di giusto processo», in cui un'azienda viene citata in giudizio per aver seguito le indicazioni dell'agenzia.

Sarah Harris, vice procuratore generale del Dipartimento di Giustizia (che ha presentato una memoria amicus curiae a dicembre), ha sottolineato come sia problematico che ogni Stato possa giungere a conclusioni indipendenti sul rischio cancerogeno di un prodotto. «Se gli Stati possono costringere le aziende ad aggiungere avvertenze controverse rispetto ai giudizi scientifici dell'EPA, potrebbero sommergere le etichette approvate da una marea di allarmi locali», ha dichiarato.

L'avvocato di Durnell ha invece sostenuto che l'EPA abbia ecceduto nei suoi poteri regolatori, proponendo un ruolo più incisivo per i tribunali statali nella regolamentazione della salute pubblica e dell'ambiente. Tuttavia, diversi giudici hanno espresso preoccupazione per il rischio di una frammentazione normativa negli USA, un timore condiviso anche dalla memoria del Dipartimento di Giustizia.

La sentenza, attesa per la fine dell'anno, avrà ripercussioni significative sull'industria alimentare, sulle cause legali contro il glifosato e sulla gestione delle etichette dei pesticidi a livello nazionale.

Fonte: Reason