Piccoli cambiamenti nello stile di vita, come dormire qualche minuto in più a notte o aggiungere qualche minuto di esercizio fisico al giorno, possono avere un impatto significativo sulla salute del cuore. Secondo una nuova ricerca, anche modifiche minime nella routine quotidiana possono ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi.
Uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology ha evidenziato che aggiungere 11 minuti di sonno a notte, 5 minuti di attività fisica al giorno e consumare una porzione in più di verdure (circa un quarto di tazza) può diminuire del 10% il rischio di infarti, ictus e altre complicanze cardiovascolari.
I ricercatori hanno inoltre scoperto che chi combina abitudini ottimali, come dormire 8-9 ore a notte, svolgere 42 minuti di attività fisica moderata o intensa al giorno e seguire una dieta di qualità moderata, riduce del 57% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori rispetto a chi adotta uno stile di vita meno sano.
Lo studio e i risultati
La ricerca si basa sui dati di oltre 53.000 partecipanti al UK Biobank, con un'età media di 63 anni e una distribuzione quasi paritaria tra uomini e donne. I dati sul sonno e l'attività fisica sono stati raccolti tramite dispositivi indossabili come smartwatch, mentre le abitudini alimentari sono state valutate attraverso questionari e un punteggio di qualità della dieta basato su 10 item.
Durante un follow-up di 8 anni, sono stati registrati 2.034 eventi cardiovascolari gravi, tra cui 932 infarti, 584 ictus e 518 casi di insufficienza cardiaca. I ricercatori hanno concluso che anche differenze modeste nei comportamenti combinati sono associate a una significativa riduzione del rischio di eventi cardiovascolari.
Le raccomandazioni degli esperti
Nicholas Koemel, autore principale dello studio e ricercatore presso l'Università di Sydney, ha sottolineato:
«Abbiamo dimostrato che combinare piccoli cambiamenti in diversi ambiti della nostra vita può avere un impatto sorprendentemente positivo sulla salute cardiovascolare. Questo è un dato incoraggiante, perché per molte persone è più sostenibile apportare piccoli cambiamenti combinati piuttosto che cercare di modificare radicalmente un singolo comportamento».
Gli esperti non coinvolti nello studio hanno accolto con favore i risultati, sottolineando come queste scoperte possano guidare sia i singoli individui che i professionisti sanitari nel promuovere abitudini più sane.
Limiti dello studio
Gli autori precisano che la ricerca è di tipo osservazionale e non può stabilire un rapporto di causa-effetto definitivo tra le abitudini di vita e gli eventi cardiovascolari. Per confermare questi risultati, saranno necessari ulteriori studi di intervento.
Nonostante ciò, lo studio offre spunti preziosi per chi cerca di migliorare la salute del cuore con cambiamenti graduali e accessibili.