Le parole di Barnett e la reazione del settore

Il mondo della letteratura per l'infanzia è in subbuglio dopo le dichiarazioni di Mac Barnett, autore di successo e attuale ambasciatore nazionale per la letteratura giovanile negli Stati Uniti. In un recente saggio per adulti, intitolato Make Believe: On Telling Stories to Children, Barnett ha scritto: «Quindi ora propongo l’Addendum di Barnett alla Legge di Sturgeon: forse il 94,7% dei libri per bambini è spazzatura».

La frase fa riferimento alla famosa Legge di Sturgeon, formulata dallo scrittore di fantascienza Theodore Sturgeon nel 1957. Secondo questa legge, «il 90% di tutto è spazzatura», indipendentemente dal genere letterario. Sturgeon sosteneva che ogni genere, compresa la fantascienza, subiva pregiudizi a causa della scarsa qualità di alcune opere, ma non per questo andava demonizzato.

Il ruolo di Barnett e le critiche ricevute

Barnett, autore di oltre 60 libri per bambini, ricopre il ruolo di ambasciatore nazionale per la letteratura giovanile dal 2023. Il suo incarico, affidato dalla Library of Congress e dal programma Every Child a Reader, mira a promuovere l’importanza della lettura per i giovani e il loro sviluppo educativo e personale.

Le sue affermazioni hanno scatenato una forte reazione nella comunità dei libri per l’infanzia. Molti autori e illustratori hanno espresso indignazione sui social media, sottolineando come le sue parole potessero essere strumentalizzate da chi cerca di vietare i libri. «È in una posizione di potere che potrebbe proteggere e valorizzare il nostro settore, eppure dice cose che feriscono e danno armi a chi vuole censurare», ha scritto un autore su X (ex Twitter).

La petizione e la risposta dell’autore

Una lettera aperta, firmata da oltre 300 persone tra autori, illustratori e professionisti del settore, chiede a Every Child a Reader e alla Library of Congress di prendere posizione sulle sue dichiarazioni e di valutare l’opportunità di revocare il suo incarico.

Durante la prima tappa del suo tour promozionale per Make Believe, Barnett ha affrontato il tema della polemica. In un confronto moderato da Jeff Kinney, autore della serie Diario di una schiappa, ha riconosciuto le critiche e si è scusato per le sue parole. «Ho visto quella frase con il mio nome accanto e ho pensato: “Oh no”. Perché in molti modi era l’opposto di ciò che volevo trasmettere con questo libro, che parla di come creare i migliori libri per i bambini», ha dichiarato. Ha aggiunto di aver scritto diversamente quella frase se avesse potuto tornare indietro e di essere dispiaciuto se qualcuno si è sentito deluso.

Le conseguenze e il dibattito in corso

Il caso ha riacceso il dibattito sulla qualità della letteratura per l’infanzia e sul ruolo delle istituzioni nel promuovere la lettura. Mentre alcuni difendono Barnett, sostenendo che le sue critiche nascono da una volontà di migliorare il settore, altri ritengono che le sue parole abbiano minato la fiducia nel valore dei libri per bambini.

La vicenda solleva anche interrogativi su come i rappresentanti pubblici dovrebbero comunicare le proprie opinioni senza danneggiare l’immagine di un intero settore.