Gli investimenti passivi stanno diventando una delle forze più influenti nel plasmare i mercati azionari globali. I dati di Bloomberg Intelligence, analizzati dall’esperto di ETF James Seyffart, rivelano che le azioni con una crescente esposizione agli investimenti passivi hanno registrato performance nettamente superiori rispetto a quelle che ne hanno perso negli ultimi tre anni.
Il mercato premia non solo i fondamentali aziendali, ma anche l’inclusione nei portafogli passivi e i flussi di capitale. Questo fenomeno ha creato una distorsione: le società escluse dai flussi passivi spesso risultano essere piccole, volatili e di bassa qualità, lasciate indietro dalla struttura dei mercati. La concentrazione della proprietà, inoltre, tende a consolidarsi nel tempo, rendendo le azioni all’interno dei portafogli passivi ancora più stabili.
Ora, Bitcoin sta costruendo un’infrastruttura simile. Dopo l’approvazione degli ETF spot su Bitcoin da parte della SEC a gennaio 2024, il mercato delle criptovalute ha subito una trasformazione radicale. Gli ETF statunitensi hanno accumulato oltre 58,4 miliardi di dollari in flussi netti fino alla fine di aprile 2025, con il prodotto di BlackRock, IBIT, che da solo supera i 61,9 miliardi di dollari in asset gestiti.
Anche in Europa la tendenza si sta consolidando: a marzo 2025, Euronext ha quotato l’iShares Bitcoin ETP di BlackRock, descrivendolo come uno strumento che offre esposizione a Bitcoin senza la complessità di acquistarlo direttamente. Allo stesso modo, Clearstream, parte di Deutsche Börse, ha esteso i suoi servizi di custodia e regolamento istituzionale per includere Bitcoin accanto alle tradizionali asset class.
Bitcoin sta diventando un investimento wrapper, accessibile tramite i normali canali di intermediazione finanziaria. Questo cambiamento sta ridefinendo chi può possederlo e come viene negoziato. Secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le azioni statunitensi con una crescente esposizione agli investimenti passivi hanno registrato rendimenti fino al 224,8% in tre anni, mentre quelle che hanno perso esposizione hanno subito cali del 41,4%.
Gli ETF passivi creano una domanda strutturale e insensibile al prezzo, poiché i flussi di capitale si ripetono costantemente verso gli stessi asset. Questo meccanismo è alla base della superiorità delle performance degli investimenti passivi rispetto a quelli attivi.
Per Bitcoin, gli ETF funzionano attraverso la domanda degli investitori: gli acquisti avvengono tramite flussi di creazione, mentre le vendite si concretizzano attraverso riscatti su base discrezionale, indipendentemente da eventuali scadenze o mandati di indici. Un report di BlackRock del dicembre 2024 ha suggerito che un’allocazione tra l’1% e il 2% in Bitcoin potrebbe essere ragionevole per i portafogli multi-asset degli investitori disposti a sopportare la volatilità e a credere nell’adozione su larga scala.
Quando il più grande gestore patrimoniale al mondo definisce un asset volatile in termini di allocazione, questo diventa un elemento concreto che i consulenti finanziari possono discutere con i clienti nella costruzione dei portafogli. Un report della Fed del 2025 ha inoltre rilevato che gli spread bid-ask degli ETP crypto sono paragonabili a quelli di altri ETF di dimensioni simili, sottolineando che i premi NAV nei fondi crypto meritano attenzione come indicatore dell’interconnessione tra mercati crypto e azionari.
I flussi recenti confermano questa tendenza: tra il 14 e il 24 aprile 2025, gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato flussi netti positivi per circa 2 miliardi di dollari, secondo i dati di Farside Investors. Tuttavia, il 27 aprile si è verificato un deflusso di 263,2 milioni di dollari in un solo giorno, dimostrando come questi strumenti possano sia costruire una domanda strutturale che invertirla con rapidità istituzionale.
In sintesi, l’allocazione matematica sta diventando il motore principale di questo cambiamento. Con l’aumento dell’adozione degli ETF passivi su Bitcoin, la criptovaluta sta entrando a pieno titolo nei portafogli istituzionali, ridefinendo il suo ruolo nei mercati finanziari globali.