La Cina ha bloccato l'acquisizione dell'azienda di intelligenza artificiale Manus da parte di Meta, il gigante tecnologico statunitense proprietario di Facebook e Instagram. La decisione, arrivata lunedì, è stata presa dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC), l'agenzia governativa cinese che supervisiona la pianificazione economica del paese.
In una nota ufficiale, l'NDRC ha dichiarato di aver vietato l'acquisizione estera di Manus e di aver ordinato a tutte le parti coinvolte di ritirarsi dall'accordo. La commissione non ha menzionato esplicitamente Meta, ma ha sottolineato che la decisione è stata presa in conformità con le leggi cinesi sulla sicurezza degli investimenti esteri.
Manus, un'azienda con radici cinesi ma con sede a Singapore, sviluppa agenti di intelligenza artificiale in grado di svolgere compiti complessi in modo autonomo, come la programmazione di applicazioni, la ricerca di mercato o la preparazione di bilanci aziendali. Meta aveva annunciato l'acquisizione a dicembre 2024, in quello che rappresentava uno dei pochi casi in cui un colosso tecnologico statunitense acquistava un'azienda di IA con forti legami con la Cina.
Secondo Meta, l'accordo prevedeva che Manus non avrebbe mantenuto interessi di proprietà cinesi e avrebbe interrotto le proprie operazioni in Cina. Tuttavia, le autorità cinesi avevano già avviato un'indagine a gennaio per verificare la conformità dell'operazione alle normative locali. Il ministero del Commercio cinese aveva sottolineato che tutte le aziende coinvolte in investimenti esteri, esportazioni tecnologiche, trasferimenti di dati e acquisizioni transfrontaliere devono rispettare la legge cinese.
Meta ha dichiarato che la transazione era pienamente conforme alle leggi applicabili e ha espresso fiducia in una risoluzione positiva dell'indagine. Tuttavia, la decisione della Cina rafforza il controllo di Pechino sul settore dell'IA, considerato un asset strategico per la sicurezza nazionale.
Le implicazioni geopolitiche
Gli analisti vedono in questa mossa un segnale della crescente tensione tra Stati Uniti e Cina nel campo dell'intelligenza artificiale.
«La Cina sta dimostrando di essere disposta a prendere misure drastiche per proteggere i propri talenti e capacità in ambito AI, che considera fondamentali per la sicurezza nazionale»,ha dichiarato Lian Jye Su, analista capo presso la società di ricerca tecnologica TrendForce.
La decisione arriva a pochi giorni dall'incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto per maggio. Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che l'amministrazione Trump «continuerà a difendere il settore tecnologico statunitense da interferenze esterne indebite».
Le radici cinesi di Manus
Manus, pur essendo registrata a Singapore, ha origini cinesi. Prima dell'acquisizione, la società era controllata da Butterfly Effect Pte, una holding con sede a Singapore, ma le sue radici risalgono a entità registrate a Pechino con nomi simili, costituite diversi anni fa. Nonostante l'azienda avesse dichiarato che la maggior parte dei suoi dipendenti operava a Singapore, le autorità cinesi hanno comunque ritenuto necessario intervenire per proteggere i propri interessi strategici.
Manus non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla decisione della Cina. Tuttavia, il suo sito web indicava già che l'azienda «faceva parte di Meta», suggerendo che l'acquisizione fosse già stata completata almeno formalmente.