Alla fine dell’estate scorsa, ho avviato un ambizioso progetto: installare un condizionatore d’aria elettrico sulla mia delicata Lotus Elan +2 del 1969. In un precedente articolo, ho spiegato perché questa soluzione, spesso pubblicizzata come la migliore, non è poi così semplice come sembra.

Le motivazioni che mi hanno spinto a procedere nonostante tutto erano principalmente due: i vincoli di spazio e l’impossibilità di reperire una staffa per il compressore e una puleggia a due gole per il motore Lotus-Ford. A questo si sono aggiunte la necessità di installare un alternatore ad alta potenza per alimentare il compressore elettrico, le modifiche al cablaggio per evitare rischi di incendio e l’acquisto di un alimentatore da 80 ampere per testare il sistema in garage senza dover avviare il motore.

Già a ottobre, quando ho scritto l’articolo, il sistema funzionava, ma non come speravo. A novembre, ho realizzato che serviva una cinghia dentata Gilmer per evitare lo slittamento, ho calcolato i costi e ho concluso che il progetto si stava trasformando in un’impresa rischiosa. Avrei dovuto semplicemente far fabbricare una staffa e una puleggia su misura e optare per un compressore tradizionale a cinghia. Deluso e frustrato, ho lasciato perdere per tutto l’inverno, dando alla macchina e a me stesso una pausa necessaria.

Circa un mese fa, con un’improvvisa ondata di caldo fuori stagione, ho deciso di riesaminare il progetto. Ho riconnesso l’alimentatore Samlex alla batteria della Lotus tramite i cavi di avviamento tagliati appositamente, ho inserito un termometro nelle bocchette dell’aria e ho acceso il sistema. La temperatura ha iniziato a scendere, ma, come già successo in autunno, il sistema ha perso potenza. Misurando la tensione al relè che alimenta l’inverter del compressore, ho notato che la tensione scendeva sotto i 12 volt, costringendo il compressore a spegnersi per proteggersi. Verificando l’alimentatore, ho constatato che forniva effettivamente 14 volt alla batteria. Il problema era il calo di tensione, un fenomeno simile a quello che si verifica quando si cerca di avviare un’auto al freddo con cavi di avviamento che non fanno bene contatto.

Il primo pensiero è stato spostare i cavi di avviamento, ma poi ho realizzato che la soluzione definitiva sarebbe stata installare un sistema di distribuzione della corrente più efficiente, magari con cavi di sezione maggiore o connessioni più solide. Tuttavia, dopo aver valutato i costi e i risultati ottenuti, ho concluso che il progetto non era più sostenibile. La Lotus Elan +2 merita una soluzione più affidabile e meno complicata.

Fonte: Hagerty