Negli ultimi giorni, due interviste che ho realizzato per Reason hanno continuato a risuonare nella mia mente. Protagonisti: Andy Serkis, attore e regista noto per aver dato vita a personaggi come Gollum e King Kong, e Neil Gorsuch, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti. Nonostante le loro carriere e le loro visioni del mondo siano profondamente diverse, entrambi hanno offerto spunti preziosi su come la storia possa guidare il progresso.
Serkis ha recentemente diretto una nuova versione animata di La fattoria degli animali di George Orwell, un adattamento che sta ricevendo critiche negative su Rotten Tomatoes, con un punteggio del 26% sulla scala Tomatometer. Nel film, l'autore britannico sostituisce il contesto sovietico originale con una critica al capitalismo moderno, trasformando il villain Stalin in un miliardario espansionista che vuole impadronirsi della fattoria per costruire un campus aziendale. Tuttavia, questa scelta rende l'allegoria confusa: la coercizione totalitaria di uno Stato non può essere paragonata, ad esempio, alla politica dei resi di Amazon o ai benefit per i dipendenti.
Durante la nostra conversazione, Serkis ha espresso scetticismo sul progresso umano. Quando gli ho chiesto se il mondo fosse migliorato rispetto al 1945, anno di pubblicazione del romanzo, ha risposto con una risata:
«Non sono sicuro che siamo in un posto migliore. Una parte di questa storia riguarda il fatto che la storia si ripete e perché continuiamo a commettere gli stessi errori».
Ho insistito: «Dopo quasi 100 anni dalla Seconda guerra mondiale e 30 dalla caduta del comunismo, non siamo in una posizione fondamentalmente migliore?». La sua risposta è stata categorica:
«Se guardiamo al mondo attuale e al modo in cui viviamo, non sembra proprio così».
Serkis, pur essendo impegnato a promuovere il suo film, sembra sinceramente convinto che il progresso sia illusorio. La sua visione rispecchia quella di molti americani, soprattutto a sinistra, che vedono il Paese ancora profondamente razzista, sessista e omofobo, oltre che economicamente polarizzato. Anche a destra esiste una corrente declinista, nostalgica di un passato idealizzato in cui un solo stipendio bastava per vivere agiatamente.
Questa visione, però, è sbagliata. Negli Stati Uniti, il reddito mediano continua a crescere, e le preoccupazioni per una crescente disuguaglianza economica e una minore mobilità sociale sono infondate. Le giovani generazioni affrontano sfide reali, ma, come sottolineano economisti come Raj Chetty, il futuro offre anche opportunità senza precedenti.
Un esempio di come la storia possa ispirare il progresso arriva da un altro protagonista di queste interviste: il giudice Neil Gorsuch. Insieme a sua figlia, ha scritto un libro per bambini intitolato Heroes of 1776, che racconta la stesura, l'approvazione e la diffusione della Dichiarazione d'Indipendenza. Il progetto non è solo un omaggio ai Padri Fondatori, ma anche un invito a riflettere sul valore della libertà e della responsabilità civile.
Mentre Serkis mette in luce le ombre del presente, Gorsuch offre una prospettiva più ottimista, ricordando che la storia non è solo una sequenza di errori, ma anche una fonte di ispirazione per costruire un futuro migliore. Entrambi, pur con approcci diversi, dimostrano che la memoria storica è il primo passo per affrontare le sfide del domani.