Un dispositivo impossibile, ma venduto a migliaia

In un'epoca dominata da truffe sempre più sofisticate, come criptovalute, NFT, intelligenza artificiale e scommesse sportive, sembra impossibile cadere in raggiri così evidenti. Eppure, negli anni '90, migliaia di enti pubblici statunitensi, tra cui dipartimenti di polizia e scuole, investirono milioni di dollari in un dispositivo dichiarato capace di rilevare droghe, armi, esplosivi e persino persone o animali smarriti: il Quadro Tracker.

L'invenzione di Wade L. Quattlebaum

Il Quadro Tracker, noto anche come Positive Molecular Locator, fu inventato da Wade L. Quattlebaum, un nome che non apparteneva a un geniale scienziato, ma a un semplice venditore di auto usate della Carolina del Sud. Inizialmente, Quattlebaum avrebbe voluto creare un dispositivo per trovare palline da golf smarrite, ma il risultato finale fu qualcosa di ben diverso: una scatola di plastica che, secondo le sue affermazioni, poteva rilevare qualsiasi cosa, dalle droghe agli animali selvatici, passando per metalli preziosi e persino persone scomparse.

Il funzionamento del dispositivo era avvolto nel mistero. Quattlebaum sosteneva che il Quadro Tracker utilizzasse una carta di localizzazione contenente la firma del materiale o della persona da rilevare. I modelli più avanzati includevano persino uno slot per inserire una Polaroid dell'oggetto o della persona da cercare. Tuttavia, come emerse in seguito, il dispositivo era completamente vuoto: all'interno c'era solo una scatola di plastica con un paio di fili scollegati e un'antenna recuperata da una radio a transistor.

Un successo inspiegabile

Nonostante l'evidente truffa, il Quadro Tracker vendette circa 1.000 esemplari, principalmente a dipartimenti di polizia e scuole, a prezzi che variavano dai 400 agli 8.000 dollari. Tra gli acquirenti più entusiasti ci furono le forze dell'ordine del Texas e della Florida, dove il dispositivo fu impiegato con risultati altalenanti. Come dichiarò un comandante di una task force antidroga texana,

«A volte trovavamo qualcosa, altre volte no. Il nostro tasso di successo era circa del 50%»
.

Sorprendentemente, il Quadro Tracker non era poi così diverso dai tassi di risoluzione dei crimini violenti in Texas, che si attestavano appena sotto il 40%. Tuttavia, la situazione peggiorava drasticamente quando si trattava delle scuole: in Kansas, diversi distretti scolastici pagarono 955 dollari ciascuno per questi dispositivi, dimostrando come anche le istituzioni più attente alla sicurezza potessero cadere vittime di una truffa così palese.

L'intervento dell'FBI e la fine della truffa

Fortunatamente, non tutti furono ingannati. L'agente dell'FBI Ron Kelly, sospettoso dopo aver sentito parlare del dispositivo da un collega poliziotto, decise di indagare. Acquistò un Quadro Tracker e lo sottopose a una radiografia, scoprendo che si trattava di una scatola vuota. L'unica parte metallica era un'antenna scollegata, recuperata da una radio a transistor. Come riportò Kelly,

«Non ci è voluto molto per capire che si trattava di una truffa»
.

Nonostante la sua evidente inutilità, il Quadro Tracker rimane uno dei casi più eclatanti di truffa tecnologica della storia, dimostrando come, anche in un'epoca di avanzamenti scientifici, la credulità e la mancanza di controlli possano portare a sprechi milionari.

Fonte: AV Club