La sentenza che cambia le regole del gioco elettorale

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inferto un colpo durissimo al Voting Rights Act, indebolendo uno dei principali strumenti di tutela dei diritti di voto delle minoranze. La decisione, annunciata mercoledì, apre la strada a una revisione radicale delle regole elettorali locali, con conseguenze dirette su elezioni di contea, consigli scolastici e commissioni cittadine.

Sezioni 2 del Voting Rights Act: ora ancora più difficile da applicare

La maggior parte delle cause legate al Voting Rights Act riguarda le amministrazioni locali e statali: entità che decidono cosa viene insegnato nelle scuole, chi pattuglia le strade e quali quartieri ricevono infrastrutture. Queste controversie si basano solitamente sulla Sezione 2 del Voting Rights Act, che consente ai cittadini di contestare le mappe elettorali e le regole di voto che riducono il potere di voto delle minoranze.

Fino ad ora, vincere una causa sotto la Sezione 2 era già estremamente difficile: i ricorrenti dovevano superare tre ostacoli procedurali per dimostrare una violazione. La nuova sentenza rende questi ostacoli ancora più alti, rendendo quasi impossibile per le minoranze ottenere giustizia.

Rischio di redistricting discriminatorio: cosa cambia per le elezioni locali

Secondo Michael Li del Brennan Center for Justice, la sentenza potrebbe scatenare una ondata di riorganizzazioni dei distretti elettorali in tutto il paese. "Le mappe dei consigli cittadini, delle commissioni di contea e dei consigli scolastici potrebbero essere ridisegnate perché ora le giurisdizioni diranno: 'Possiamo fare ciò che vogliamo'" ha dichiarato a Axios.

Uno dei primi successi del Voting Rights Act fu l'abolizione delle elezioni at-large (su base cittadina o di contea), che spesso soffocavano la rappresentanza delle minoranze. Ora, senza la pressione della Sezione 2, le giurisdizioni potrebbero reintrodurre questo sistema, rendendo ancora più difficile per le comunità nere e ispaniche eleggere propri rappresentanti.

Voci dal campo: politici di colore a rischio scomparsa

Press Robinson, parte del ricorso che portò alla creazione di un secondo distretto a maggioranza nera in Louisiana, ha lanciato un allarme: "Torneremo ai tempi in cui la schiavitù era illegale, ma questo paese sembra non voler andare oltre".

Charles Taylor, direttore della Mississippi NAACP, definisce la sentenza una "tradimento verso gli elettori neri", con implicazioni che si ripercuoteranno "su tutta la linea politica".

Mississippi e le prossime sfide: cosa succederà nel 2024 e oltre

In Mississippi, i legislatori statali si riuniranno tra 21 giorni per rivedere i distretti della Corte Suprema dello stato, uno dei quali era stato giudicato in violazione del Voting Rights Act da un giudice federale. La minaccia è concreta: senza protezioni, le minoranze potrebbero perdere rappresentanza in istituzioni chiave.

Michael McDonald, professore di scienze politiche all'Università della Florida, avverte: "Il Voting Rights Act garantiva rappresentanza a migliaia di comunità attraverso la creazione di distretti. Dopo il 2030, ci aspettiamo una nuova ondata di ridisegnamento dei distretti che limiterà drasticamente la rappresentanza razziale".

Questa decisione aumenta anche le poste in gioco per i democratici che si candidano alle elezioni governative di quest'anno: potrebbero infatti bloccare i futuri piani di redistricting.

Le parole degli esperti: "Non è una china scivolosa, è un precipizio"

"Non penso che sia una china scivolosa. Penso che sia un salto nel vuoto".

— Charles Taylor, direttore della Mississippi NAACP

Per approfondire

Fonte: Axios