Il New York Times ha apportato significative modifiche a un articolo pubblicato la scorsa settimana su Medvi, una startup che utilizza l’intelligenza artificiale per promuovere farmaci GLP-1 per la perdita di peso tramite telemedicina e farmacie compounding. L’articolo originale, che celebrava il successo della società, è stato aggiornato dopo che i lettori hanno segnalato l’omissione di informazioni chiave.
In particolare, il quotidiano ha aggiunto un avvertimento della FDA relativo a presunte violazioni normative, tra cui la diffusione di contenuti pubblicitari «falsi e ingannevoli». Inoltre, è stata inclusa la menzione di una causa collettiva in corso contro Medvi, accusata di violare le leggi anti-spam della California.
L’articolo originale descriveva Medvi come una storia di successo guidata da un singolo fondatore, presentandola come la prima «azienda monocratica» prossima a superare il miliardo di dollari di vendite. Tuttavia, come riportato da Futurism già nel maggio 2025, la società è stata oggetto di accuse per pratiche di marketing scorrette, tra cui l’uso di foto manipolate di persone sconosciute come «prima e dopo» di pazienti fittizi e la falsa attribuzione di una collaborazione con un medico che ha negato ogni coinvolgimento.
Le reazioni e le scuse del New York Times
In un editoriale di aggiornamento, il NYT ha riconosciuto le omissioni: «Dopo la pubblicazione dell’articolo, molti lettori hanno segnalato che Medvi era oggetto di azioni legali e regolamentari per le sue pratiche commerciali. Avremmo dovuto includere queste informazioni per offrire ai lettori un quadro completo dei controlli a cui la società era sottoposta».
Il quotidiano ha quindi aggiornato l’articolo per includere sia l’avvertimento della FDA che la causa collettiva in corso.
La risposta di Medvi alle accuse
In una dichiarazione pubblica, Medvi ha attribuito le proprie difficoltà a «marketer affiliati non etici», senza fornire risposte concrete alle domande su presunte violazioni normative e pratiche di marketing ingannevoli. La società non ha ancora risposto a richieste di chiarimento da parte della stampa.
La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza delle startup AI nel settore sanitario e sulla responsabilità dei media nel verificare accuratamente le informazioni prima della pubblicazione.